Suppletive, Tiberti: «Palamara è in vantaggio rispetto ai partiti»


Sergio Tiberti, direttore del Centro interdipartimentale di Epidemiologia e docente di Igiene generale applicata all’Università dell’Aquila, titolare della Sma, nonché esperto di politica nazionale, in un’intervista a Spraynews, evidenzia come Palamara nel collegio romano lasciato libero dai 5 Stelle sia il vero avversario da battere.


Come giudica la campagna elettorale di Palamara?


«Avendone viste tante, ritengo stia facendo quella giusta. Anzi, consiglio anche agli altri politici e candidati di seguire tale modello. La politica, oggi, va fatta partendo dal basso, nei mercati, incontrando le persone, gli ambienti e spiegando bene il programma su cui si intende lavorare. Per troppi anni con un sistema elettorale senza preferenze, che non ho mai condiviso, è bastato mettere un nome e un cognome su una lista per far eleggere persone che nei fatti non si sono mai confrontate con il territorio».


Potrà spuntarla l’ex togato?


«Molte persone, da quello che sento, nel collegio, non voteranno i candidati in base al partito, ma al contrario sceglieranno Palamara. Sento, infatti, che sta togliendo a tutti consensi, senza alcuna distinzione di colore».


Ha fatto bene, quindi, Forza Italia a puntare sul candidato proposto da Gasparri?


«Non condivido la decisione. Il centrodestra pur dovendo mantenere l’unità, poteva tranquillamente convincere Gasparri a non candidare un personaggio, che non mi pare sia così conosciuto. C’è il rischio che in quel collegio la coalizione conservatrice prenda una sonora batosta come il centrosinistra o in questo caso la sinistra».


Il Movimento 5 Stelle non avrà un proprio candidato. Perché si arrivati a tal punto?


«Sanno che avrebbero perso in modo drammatico e pertanto non si sono voluti contare. Altrimenti, pur sapendo di non vincere, avrebbero lo stesso corso con un candidato. Si tratta a mio parere, inoltre, di un favore di Conte, novello leader pentastellato, al Partito Democratico».


L’uomo dei dem, pertanto, è il favorito nella contesa…


«Assolutamente no! Non mi sembra sia così forte».


Il correre senza simboli o meglio ancora senza un cappello, ritiene premierà Palamara?


«Non sarebbe stato un errore se qualcuno glielo avesse messo. In democrazia funziona così. Detto ciò, Palamara è il candidato più forte perché sta concentrando la sua azione su un progetto che va oltre gli schieramenti e quindi sono certo che riuscirà a spuntarla. Non a caso sto chiamando i miei amici del collegio per sostenerlo. Può essere un importante segnale di cambiamento».


Se sarà eletto, dovrà iscriversi a un partito?


«La scelta giusta è andare nel gruppo misto e continuare lì la sua battaglia per la giustizia. Sono sicuro che troverà, in pochissimo tempo, sodali e amici. Le sue ragioni sono più che condivisibili. Egli, infatti, è un pentito positivo, non avendolo fatto per benefici personali e sono certo che con la sua vittoria sarà fatto un importante passo verso la riforma della giustizia, di cui il Paese ha urgentemente bisogno».


Di Edoardo Sirignano

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