Tanya Yashenko: “Giacomo Bonanno di Linguaglossa mi ha fatto del male e mi perseguita tutt’ora”



di Stefano Bini

La testimonianza di questa ragazza ha dell’incredibile, da come è stata trattata fisicamente alla parte psicologica, dai processi al subire tutt’oggi stalking, finanche all’allontanamento forzato da Roma.

Chi è Giacomo Bonanno e cosa ha rappresentato per Lei?

«L’angelo azzurro di Umberto Balsamo. O meglio non è più il mio principe azzurro. E’ un uomo che ho amato tantissimo, a cui tenevo più di me stessa ma che purtroppo sì è rivelato col tempo una grande delusione, avendo mostrato il suo vero carattere tra scatti d’ira, minacce di morte, promesse di amore eterno poi deluse, mani al collo. Ho avuto il coraggio di uscire da questa relazione tossica e leggendo molto e confrontandomi con professionisti ho capito che non sono la sola, a troppe persone capita di credere che sia amore e invece e’ solo manie di controllo. Giacomo era il mio mondo.»

Ha dovuto cambiare città e trasferirsi a 200 km da Roma. È riuscita a trovare lavoro?

«Non ancora. Non riesco a lavorare perché sono ancora sotto shock per quanto mi sta accadendo. Io sono vittima di un amore insano e devo affrontare un processo rispetto a cui sono totalmente estranea e innocente. Confido nell’operato della magistratura e sono convinta che leggendo le carte con scrupolo verrà fuori tutta la verita a mia discolpa. Sono stata costretta a cambiare città e ad allontanarmi da Roma nella quale vivevo da 15 anni, lasciando abitudini, amicizie, la mia casa e il mio lavoro. E’ una esperienza durissima quella che sto vivendo, penso ancora di essere seguita. Sto facendo di tutto per riprendere in mano la mia vita ma sono devastata dal dolore della perdita di un figlio voluto e di un amore che speravo sincero.»


Lei non è mai stata del tutto accettata dalla famiglia del principe, come mai?

«Credo che sia una famiglia complessa. Faccio un esempio: il principe Giuseppe Bonanno che e’ suo zio ha fatto una querela dicendo di essere l’ultimo discendente del ramo nobiliare. “il signor Giacomo Bonanno facente parte di un ramo cadetto di detta famiglia non e’ quindi il principe di Linguaglossa ne’ tantomeno può fregiarsi di detto titolo”. La sorella, quando ha saputo che ero rimasta incinta di Giacomo, mi ha detto di andare subito ad abortire e si è offerta di accompagnarmi. Io sono rimasta di stucco e ho detto: ma come mi dici una cosa del genere. E lei: tu non sei del nostro rango, non sei adatta.»


Visti i fatti che l’hanno riguardata, un suo parere sulla giustizia italiana.

«La giustizia in ogni Paese e’ cartina tornasole della agibilità democratica che c’è’ in quel Paese. Da innocente, anzi da vittima di un ingranaggio più grande di me che non riguarda Giacomo ma soprattutto il suo entourage e le scelte strategiche inerenti il patrimonio di quella famiglia e le risorse all’estero, mi auguro di riuscire ad affermare la verita’ e quindi la mia innocenza.»

Come vede il suo futuro?

«Voglio solo dimenticare e rifarmi una vita. Libera. Senza manie di controllo. Andare per strada a testa alta, senza guardarmi indietro per paura di essere pedinata.»

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