Teresa De Santis e la stagione degli amori sovranisti a Viale Mazzini

Teresa De Santis e la stagione degli amori sovranisti a Viale Mazzini

Da prima donna a RaiUno a "pulzella d'Orléans" negli ascolti

“Sembrerei pazza se tentassi di negare che la Rai ha un editore che fa capo al governo”. Come una moderna Giovanna D’Arco la direttrice di Rai1 Teresa De Santis “sentiva le voci” dalla parte di quell’Esecutivo che, a lei piacendo, la ispirava e dettava la linea sul fronte dei palinsesti. La pulzella d’Orleans è oggi però sul rogo acceso dalle fiamme di sconfitte brucianti negli ascolti. Era proprio la De Santis a galvanizzare e a condurre la rete ammiraglia dopo la vittoria del governo giallo-verde. Ma fatto il governo trovato l’inganno: la De Santis ha apertamente teorizzato la lottizzazione politica, ha addirittura detto che il suo editore è il governo, ha confessato di aver effettuato assunzioni in base alle idee politiche per conduttori di informazione, figure che devono essere imparziali e non possono essere paragonabili a opinionisti. Rai1 adesso ha problemi seri negli ascolti e ora che cambia il vento in Rai i "sovranisti" tremano. Ora un passo falso o un flop peserà di più e qualcuno potrebbe sollevare dei dubbi e mettere in discussione delle scelte. Teresa De Santis, si presenta a settembre con il primo palinsesto autunnale gestito interamente da lei con alle spalle un agosto andato piuttosto male (ben tre punti e mezzo in meno di share dell'anno scorso) proprio mentre nei giorni della crisi di governo dagli Usa continuava ad amministrare la rete a distanza. Milly Carlucci e la direttrice di Rai1 erano in America per valutare The Masked Singer, un nuovo programma tra X-Factor, Tale e Quale e Il Grande Bluff. Se abbia trovato l’approvazione da parte di Milly e della direttrice di Rai1 lo sapremo nei prossimi giorni resta il fatto che in Patria nemmeno Matteo Salvini in prima serata su Rai1 ha salvato gli ascolti. La presenza Salvini, quasi ex Ministro degli Interni, su Rai1 in cui “evocava complotti” dopo aver ufficialmente aperto la crisi di Governo, è stata pesantemente contestata anche da Michele Anzaldi: gli ascolti all’8.3%. Se questo non bastasse, trasmissioni costose e affidate a esterni anziché giustificare l’investimento risollevando gli ascolti, li hanno ulteriormente abbassati, spargendo i loro effetti depressivi. "Sarebbe infatti gravissimo – commenta su facebook il deputato del Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai, Michele Anzaldi - se rispondesse al vero che alle riunioni preparatorie per la nuova edizione de 'La Vita in diretta', uno dei principali programmi di informazione del servizio pubblico, parteciperebbe anche un giornalista esterno, peraltro nelle vesti di capo progetto, ancora senza alcun regolare rapporto di lavoro con l'azienda, e anzi con il contratto fermo da settimane sulla scrivania dell'amministratore delegato, evidentemente non convinto di assumerlo". Nessuno ha dimenticato il crollo Lorella Cuccarini, voluta fortemente dalla direttrice di Rai1, che si è fatta male, e molto, con il suo Grand Tour contro Canale 5. Le sue doti di conduttrice sono state oscurate per far posto ad una nuova etichetta, sovranista, provocata dalle stesse prese di posizione sui social. La nuova Rai è un flop quasi totale. Crollano decine di programmi. E le domande che Anzaldi si pone sono anche le nostre: davvero la Rai ha bisogno di assumere all'esterno giornalisti che coordino i suoi principali programmi in palinsesto? Davvero è necessario chiamare ex Mediaset quando in Rai di sono centinaia di giornalisti molti dei quali senza alcun incarico? Salini qualche settimana fa ha inviato una circolare ai direttori di rete richiamandolo alla valorizzazione delle risorse interne. E la risposta della direttrice di Rai1 De Santis quale è stata? Un'infornata senza precedenti di esterni, peraltro tutti vicini alla Lega. Sembrano comunque lontani i tempi in cui i direttori erano persone serie e ben più competenti. Mandati via per lo spoil system senza che nessuno protestasse. O messi in croce al minimo calo di ascolti, per essere sostituiti poi da imbarazzanti incompetenti. Tanto a farne le spese continuano ad essere sempre i professionisti onesti. Bene ha fatto Anzaldi a denunciare pubblicamente questa grave scorrettezza anche perché siamo sicuri che da quando ci sarà il nuovo governo i leghisti in Rai diventeranno tutti di altri colori. Almeno per la De Santis questo riposizionamento sarà impossibile.


Alberto Milani

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