Tiberis, la spiaggia senza servizi dove la sicurezza la fanno i rom


L’affaire “Tiberis” si complica. Il primo lido dell’Urbe, inaugurato lo scorso 4 agosto dall’Amministrazione Raggi, non convince. La spiaggia romana sembra essere tutto fuorché un vanto di modernità, qualcosa di molto lontano dalle iniziative di altre grandi città europee come Parigi o Monaco di Baviera che, nel tempo, hanno trasformato parte dei loro fiumi in un idillio balneabile.

Ma oltre alla scarsa offerta con cui “Tiberis” si è presentata ai romani, tra assenza di wifi, docce in lamiera, bagni chimici e una sola fontanella, in pieno stile “Raggi”, mentre ancora torna lo spettro di “Spelacchio”, l’albero di Natale più preso in giro del mondo, al di là dell’appeal del nuovo lido, insomma, o della polemiche relative alle reali priorità del Comune di Roma, con una città che vive un serio degrado, ci sono nuovi dubbi che potrebbero coprire l’iniziativa. Stando a quanto riportato da Il Messaggero, dietro a “Tiberis”, infatti, potrebbe nascondersi l’ombra dei rom. A proteggere il piccolo stabilimento sotto al ponte Marconi sarebbero gli stessi nomadi che, ai tempi della bonifica dell’area, furono allontanati dalle capanne di fortuna innalzate tra i canneti. Il caso partirebbe da una frase poco chiara di una delle responsabili del progetto, Simonetta De Ambris: «Ci siamo raccomandati a Zorro». Ma in che senso? E soprattutto, chi è “Zorro”? Si tratterebbe del “capo” di un gruppo di rom che da anni vivono accampati a pochi passi dallo stabilimento, in vicolo Nicola Savini, e che si è messo a disposizione del Comune di Roma per “proteggere” la spiaggia. Altro che sorveglianza e gestione della sicurezza da parte della Polizia Locale, come avevano promesso i responsabili del Comune.

“Zorro” è una figura conosciuta, tra i gruppi rom della Capitale. Abita nel quartiere dove sorge “Tiberis” ma nessuno gli ha mai intimato lo sgombero. Un uomo dai trascorsi burrascosi. In passato è stato denunciato dagli uomini della polizia locale per ricettazione dal momento che pare affittasse dei posteggi nel mercato abusivo di via della Vasca Navale. Secondo la De Ambris, il “boss di zona” avrebbe dei modi gentili e si sarebbe affacciato, domenica scorsa, al lido per parlare con il sindaco Raggi.

«La vicenda è un po’ surreale», proseguono al Messaggero, «Domenica mattina, secondo giorno di apertura dello stabilimento; al “Tiberis” ci sono una trentina di persone pronte a trascorrere la giornata sulla riva del Tevere e al fianco dell’unica fontanella disponibile, si accalca una manciata di curiosi in bikini che chiedono ai responsabili del progetto informazioni sul sistema di sicurezza dello stabilimento. Perché va bene il modello parigino, ma in quest’ansa golenale del Biondo fiume c’era un accampamento di rom e si fa largo la preoccupazione che qualcuno possa tornare a rioccupare l’area. Ecco che esce il nome “Zorro”. Pare una leggenda, invece è realtà: “Un rom, diciamo particolare, che si è presentato quando stavamo facendo i lavori, racconta la De Ambris, ce ne hanno parlato come fosse il capo del campeggio”, ovvero dell’insediamento abusivo che sorgeva proprio dove oggi ci sono venti ombrelloni e quaranta lettini prendisole, e che affittava illegalmente le capanne. “È venuto a vedere cosa facevamo nella sua area”, continua la dirigente di fronte ai curiosi. Quindi la spiaggia la controllano i rom? “E certo”, risponde lei. “Non ha chiesto soldi”, prosegue la dirigente. Ci mancherebbe pure. Si è solo messo a disposizione per evitare che la spiaggia venga occupata di nuovo» .

Per aprire la spiaggia i responsabili hanno fatto «i doppi salti mortali carpiati» commenta ancora la De Ambris. E in queste parole potrebbe celarsi l’accordo tra il Comune di Roma e i rom per “Tiberis”. «Eccolo l’accordo tacito tra i responsabili della spiaggia e i rom del quartiere Marconi», commentano infine a Il Messaggero «che, a seguire il racconto della progettista, suona un po’ così: noi non vi diamo fastidio, voi ci date una mano».

Nel frattempo, che questa ennesima e favolistica iniziativa all’italiana prosegue nel suo assurdo percorso, la Raggi non si è fatta ancora viva sulla spiaggia romana. I rom e “Zorro” sì.


La replica della giunta non è comunque tardata ad arrivare. «È una fake news il presunto "accordo con i rom" per Tiberis, la spiaggia sul Tevere aperta da sabato scorso. Non c'è stato alcun contatto per garantire la sicurezza della struttura comunale a Ponte Marconi. A sorvegliare l'area attrezzata è la polizia locale impegnata sul posto con una pattuglia nelle ore notturne e con agenti motociclisti in perlustrazione durante il giorno». È quanto ha scritto su Facebook il vice capogruppo del M5s in Campidoglio Giuliano Pacetti. «Tiberis a pochi giorni dall'apertura, si è già dimostrata capace di incuriosire e attrarre i romani in questo agosto caldo e instabile dal punto di vista meteo. E siamo certi che lo farà ancora di più nei giorni a seguire, nonostante le polemiche pretestuose, le critiche esagerate e le dichiarazioni non corrispondenti al vero. Questa piccola oasi sulle sponde del nostro fiume strappata all'abbandono e all'incuria decennali è un ulteriore passo verso la rinascita della nostra città. E anche del Tevere» ha concluso il pentastellato.


E.R.

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