Tlc, Salvini studia rete unica, alla Tim arriva Gubitosi e Bollorè annuncia battaglia

Tlc, Salvini studia rete unica, alla Tim arriva Gubitosi e Bollorè annuncia battaglia


«Sto studiando un dossier fondamentale per la sicurezza del Paese che riguarda anche l'infrastruttura dei dati, che sono la ricchezza del futuro». Matteo Salvini a Italia Direzione Nord 2018, il convegno organizzato a Milano dalla Fondazione Stelline, si riferisce alla possibilità di creare una rete unica di telecomunicazioni tra Tim e Open Fiber. Il governo infatti spinge per integrare Tim con Open Fiber, partecipata da Enel e Cassa depositi e prestiti, e se la rete debba essere a controllo pubblico o privato è ancora tutto da stabilire, anche se Salvini è da sempre dell'idea di non cedere infrastrutture strategiche per l'Italia a potenze o compratori stranieri: dove passano i dati sensibili, aggiunge il ministro dell'Interno, è meglio ci sia il controllo pubblico.


Intanto alla Tim arriva il nuovo amministratore delegato e direttore generale. Solo ieri sera il consiglio d'amministrazione ha affidato le deleghe a Luigi Gubitosi, già commissario straordinario di Alitalia. Tutto merito del fondo Elliott, che ha la maggioranza nel Cda, 10 su 15. È l'esito della lotta con il primo azionista, Vivendi, che con il 23,9 per cento delle quote è in minoranza nel board con soli 5 componenti. Il fondo Elliott, con l'8,84 per cento delle quote, ha chiesto il cambio al vertice perché scontento della gestione del precedente Ad, Amos Genish, espressione del gruppo Vivendi, sfiduciato quindi lo scorso 13 novembre. Scontato il voto contrario, ma di minoranza, di Genish e di Arnaud de Puyfontanine, amministratore delegato di Vivendi. Genish annuncia ancora battaglia: dopo una liquidazione da 2,8 milioni di euro ha chiesto una nuova e immediata assemblea di tutti gli investitori Telecom, al massimo per l'inizio dell'anno. La lotta tra i due principali azionisti si annuncia durissima e i conti non aiutano: al terzo trimestre di quest'anno le perdite sono a 800 milioni dopo 2 miliardi di svalutazioni; la capitalizzazione in Borsa è di 10,7 miliardi con 25 di debito netto e un piano di solidarietà per 30 mila dipendenti. Incide la spesa di 2 miliardi e mezzo per le frequenze a 5G del nuovo standard telefonico.


E proprio sulla rete unica inizierà a lavorare Gubitosi fin da stamattina in una riunione col presidente Tim Fulvio Conti e il vertice del management. E anche se il compito si preannuncia difficile mostra il solito piglio nell'approcciare il vertice dell'azienda telefonica: «Tim ha una grande storia e un capitale umano da valorizzare per vincere la sfida del mercato, incrementare la generazione del flusso di cassa per ridurre il debito e esaminare con attenzione e velocità il progetto per la costituzione di una rete unica». E la separazione tra rete e attività di servizi è quello cui guarda con più attenzione il governo, con la Cassa depositi e prestiti al 5 per cento della proprietà di Tim e il 50 per cento di Open Fiber.

Ora la sfida più immediata però è quella di convincere il primo azionista della società, Vivendi, a non ingaggiare battaglia anche se la maggioranza in Cda è dalla parte dell'ex direttore generale Rai e Ad di Wind. La riunione dell'assemblea di tutti gli investitori Telecom, che Genish e gli altri francesi tentano di convocare al più presto per ribaltare la situazione ed estromettere Gubitosi, si dovrà comunque tenere in primavera. La soluzione sta nei risultati: se il nuovo ad e direttore generale li otterrà Bollorè potrebbe dirsi soddisfatto e rinunciare all'agone.


di Paolo dal Dosso

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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