Tra rifiuti e metro chiuse il Campidoglio annuncia l'assunzione di 816 dipendenti

Tra rifiuti e metro chiuse il Campidoglio annuncia l'assunzione di 816 dipendenti



Raccontano le cronache che qualche anno fa a Vasto, cittadina abruzzese in provincia di Chieti, a qualcuno era venuto in mente di fare una statua a Remo Gaspari, zio Remo, come lo chiamavano in tutto l’Abruzzo. Ne avevano ben donde perché il politico di Gissi, morto nel 2011 a 90 anni, era stato per quel territorio depresso una vera salvezza. Il dieci volte ministro è stato famoso, assieme ad un altro democristiano di rango come Antonio Gava, per le massicce infornate di raccomandati nei ministeri. Alle Poste ne entrarono a migliaia. C’erano quasi più postini che lettere da distribuire. «Sì, facevamo segnalazioni e raccomandazioni di vari livelli: ma per i bisognosi, senza scambi turpi e volgarità con le ragazze. La nostra era una forma di carità cristiana» si schermì Gaspari in una memorabile intervista alla “Stampa” nel 2006. Certo è che quel sistema è stato una formidabile macchina del consenso, anche se la Dc non fu solo questo mercimonio.


Che c’entra tutto questo col presente? Che c’entra la prima repubblica con questa terza repubblica slabbrata? C’entra perché gli uomini nuovi che guidano il paese da palazzo Chigi hanno riscoperto il gusto di quella storia antica. O, meglio, di quella parte che utilizza le leve del pubblico impiego per mantenere il consenso. E in prima fila c’è, manco a dirlo, lei Virginia Raggi. Nemmeno il tempo di essere sicura che il Salva Roma, l’emendamento pensato per dare respiro al debito monstre della Capitale torni sul tavolo del governo nella sua versione originaria, e non in quella “annacquata” voluta dalla Lega, e già la sindaca annuncia – a meno di venti giorni dalle europee – un pacchetto nutrito di assunzioni. Complice quota 100 che lascerà sguarnite diverse scrivanie la prima cittadina è pronta a riempire a spron battuto quelle sedie vuote. Il Campidoglio ha circa 23mila dipendenti, di cui oltre 6000 (500 ne sono stati assunti poche settimane fa) sono i soli vigili urbani. Per dire, Parigi, che si doterà di un corpo di Polizia municipale nel 2020 prevede 3400 pizzardoni (ma è anche vero che da quelle parti non hanno il romanissimo vizio della macchina in seconda e terza fila).


Certo è che il tasso d’assenteismo dei dipendenti comunali capitolini è tra i più alti d’Italia, tocca tutti e non risparmia nemmeno il personale del gabinetto della sindaca, dove la percentuale di assenze dal lavoro è tra il 20 e il 25 per cento. Sono cagionevoli di salute, forse per questo hanno bisogno urgente di supporto. E veniamo alle nuove assunzioni annunciate da Virginia. Che oggi in un post su Facebook squilla la tromba e sventola il gran pavese. «L'opera di risanamento della macchina amministrativa del Campidoglio prosegue con l'assunzione di 816 nuovi dipendenti, ripartiti tra diversi profili, che arriveranno a rafforzare il personale al servizio dei cittadini romani». Ce n’è per tutti i gusti: istruttori amministrativi, economici e culturali. E poi archeologi, storici dell'arte, geologi, dietisti – sì pure i dietisti -, funzionari dei processi della comunicazione – propagandisti delle magnifiche sorti e progressive? - e via assumendo. «Il nostro obiettivo - scrive a la Raggi - è rafforzare le linee di produzione dei servizi, per renderli più efficienti a beneficio dei cittadini. Gli uffici dell'Amministrazione capitolina sono stati rigenerati con 4.000 nuovi dipendenti, ai quali si aggiungeranno gli 816 in arrivo». «Rigenerazione strutturale» la chiama la sindaca con una innegabile prodezza linguistica. Intanto Roma sprofonda nelle rivolte xenofobe delle periferie e nella monnezza. Ma che importa. Il popolo è con lei, assicura Virginia. Beh, popolo si fa per dire. Come riporta oggi il “Corriere della Sera”, tra i follower della sindaca c’è una cospicua quota di “fantasmi”. Su mille like, 630 sono cliccati da profili fake. Cittadini fasulli insomma. Come fasulle sono, ad oggi, le promesse di cambiamento.


di Giampiero Cazzato

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