Tria: «Ho giurato nell’interesse della nazione»


«Ho giurato nell'esclusivo interesse della nazione e non di altri e non ho giurato solo io». Lo ha detto il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, dal palco di Confcommercio a Roma, dove era stato invitato per il convegno “Meno tasse per crescere’’. Tria, che in tal modo ha voluto mandare, seppur indirettamente, un chiaro messaggio ai colleghi di governo, soprattutto ai Cinque Stelle, dopo le polemiche con il Mef ed in virtù dei contrasti con l’Europa, ha aggiunto che: «Ovviamente ognuno può avere la sua visione, ma in scienza e coscienza, come si dice, bisogna cercare di interpretare bene questo mandato». Nel Consiglio dei Ministri di domani, probabilmente convocato nel pomeriggio, sale l’attesa per la nota di aggiornamento del Def con l’inserimento del deficit concordato: i Cinque Stelle spingono per superare la fatidica soglia del 2% mentre il ministro Tria punta a restare intorno al 1,8-1,9%, in modo di poter rispettare i parametri UE e facendo lievemente abbassare il debito pubblico. Su quello che sarà invece il contenuto della Manovra, il titolare del dicastero dell’Economia ha voluto dare un segnale positivo. «Sarà una Manovra di crescita, non di austerity –ha ribadito Tria dal palco di Confcommercio- ma che non crea dubbi sulla sostenibilità del nostro debito. Bisogna continuare nel percorso di riduzione del rapporto debito PIL». Inoltre ha confermato che non ci saranno aumenti dell’Iva, che ci sarà l’aliquota al 15% sui ricavi fino ai 65 mila euro per autonomi e piccole imprese e che sull’Irpef si interverrà nella prossima Finanziaria. Confermata anche la presenza del provvedimento che istituirà il reddito di cittadinanza.

di Alessandro Placidi

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