Tria rassicura l'Europa: «Debito scenderà nel 2019» ma Dombrovskis boccia la manovra «fuori regola»

Tria rassicura l'Europa: «Debito scenderà nel 2019» ma Dombrovskis boccia la manovra «fuori regola»



Ore di trepidante attesa hanno accompagnato l'Eurogruppo previsto per questa mattinata, terreno di confronto in cui il ministro dell'Economia italiano Giovanni Tria è atteso al varco dai colleghi e dai vertici delle istituzioni europee per le prime delucidazioni in merito alla nota d'aggiornamento del Def, da cui dovrebbe scaturire la legge di bilancio, destinata a far parlare di sé ancor prima della sua ufficiale pubblicazione. Come è ovvio che sia, tutta l'attenzione è rivolta a quel 2,4%, quasi un punto percentuale di sforo dai paletti imposti dal Patto di stabilità all'Italia che non ha però impedito ai due vicepremier in carica di inserire nella manovra fiscale provvedimenti costosi e impegnativi all'insegna di quel cambiamento sbandierato sin dalle elezioni del 4 marzo scorso.


E se le prime reazioni della Commissione Ue non erano sembrate entusiastiche, con la reazione dei mercati a suggello delle parole del commissario alle materie economiche Pierre Moscovici che vedeva nell'aumento della spesa pubblica un pericolo per i servizi futuri per i cittadini, l'attesa per le parole del titolare di via XX Settembre è stata spezzata dal suo intervento rivolto ai cronisti prima della riunione. «Adesso cercherò di spiegare quello che sta accadendo e come è formulata la manovra», ha detto Tria, prima di rassicurare i colleghi riguardo il rapporto debito/Pil che «scenderà nel 2019». Molto ottimismo o tanta diplomazia? Di sicuro soltanto il tempo potrà dirlo ed è altrettanto sicuro che sino alla pubblicazione della nota ufficiale con i relativi dettagli in merito agli investimenti promessi dal governo, sarà l'incertezza a regnare sovrana.


Incertezza che filtra chiaramente dalle parole del vicepresidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis, il quale ha evidenziato come «a una prima vista i piani italiani non sembrano compatibili con le regole del Patto». Più cauto il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno: «Tutti abbiamo domande e aspettiamo risposte ma la bozza di bilancio non è ancora stata presentata, la procedura è lunga, ci sono negoziati in corso a Roma e ne aspettiamo l'esito». Un ammonimento che guarda al futuro, piuttosto precario, quello del ministro dell'Economia francese Bruno Le Maire che ha parlato di «regole uguali per tutti i Paesi» e di «destino legato» tra i Paesi membri. «C'è un legame nel futuro di Italia, Francia, Germania e Spagna, tutti i membri della zona euro sono legati».


Dubbi e incertezze che Tria dovrà saggiamente sedare prima della data del 15 ottobre, in cui il progetto della legge di bilancio dovrà essere inviato alle autorità della Commissione Ue per il responso ufficiale.

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