Turismo, l'enogastronomia spinge +48 per cento sul 2018


Passeggiare sul lungomare della Malvarrosa, a Valencia, per scegliere il ristorante in cui gustare la paella e servirsi direttamente dalla paellera. Vagare per le stradine di Edimburgo, in Scozia, per scoprire il miglior locale che serve l'haggis, le interiora di pecora cucinate con la birra, e far finta di credere al cuoco quando dice che è una specie di animale locale.


Il bratwurst a Weimar è ovunque

Cercare il padre di tutti i wurstel, il bratwurst, a Weimar, in Turingia appena sopra la Baviera, in Germania, dove è codificata la lavorazione della famosa salsiccia sin dal 1432. E poi ancora visitare i 10 mila metri quadrati della fabbrica Carlsberg, fondata nel 1847 a Copenaghen; scoprire i nuovi vini della Valle del Reno; gustare ostriche e champagne direttamente dai banchi dei pescatori a Cancale, in Bretagna. E ancora sentire l'insopprimibile esigenza di non poter più vivere senza aver provato il bacalao portoghese a Lisbona o il merluzzo delle isole Lofoten, in Norvegia.


Banchi degli allevatori di ostriche a Cancale, in Bretagna

Sono sempre di più le persone che decidono di spostarsi, viaggiare proprio per andare in cerca di nuovi sapori, odori e piatti; ma che vogliono abbinare alla loro esigenza anche interessi culturali, paesaggistici e naturalistici come visite a zone famose o addirittura fabbriche o cantine. Il rapporto sul turismo enogastronomico presentato recentemente a Milano ha confermato un trend crescente negli ultimi anni: dal 21 per cento sul totale dei viaggiatori nel 2016 si è passati a un più 30 per cento nel 2017 e + 48 per cento nel 2018. L'anno appena trascorso ha visto quasi la metà dei turisti italiani, per la precisione il 45 per cento, muoversi con la motivazione enogastronomica. E il 98 per cento di tutti i viaggiatori ha partecipato ad almeno un'attività del genere nel corso di un viaggio. Insomma, cibo e vino tirano.

Supervisionato scientificamente dalla World Food Travel Association e dall'Università degli studi di Bergamo, questo Rapporto sul turismo enogastronomico ha il patrocinio del ministero per le Politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, di Enit e altre istituzioni. L'autrice del rapporto, Roberta Garibaldi, ne sottolinea l'importanza soprattutto «per diventare un forte elemento di attenzione per tutte le destinazioni italiane, per stimolare un'offerta eno-gastro-turistica sempre più strutturata».


L'interno della fabbrica di birra Carlsberg a Copenaghen

Il rapporto disegna la figura dell'enogastroturista: sposati o conviventi, provengono soprattutto dal Sud, con una motivazione che arriva al 52 per cento rispetto al 47 per cento del Nord. I più interessati sono i cosiddetti della "generazione X", nati tra il '65 e l'80; e i Millennials, nati tra l'81 e il '98: rispettivamente 47 per cento e 46 per cento, con i secondi più interessati al paesaggio enogastronomico, quello che vede l'insieme di cultura, ambiente, persone, attività e prodotti tipici.

Le attività predilette sono: visitare mercati per l'82 per cento; bar e ristoranti storici il 72 per cento, le aziende agricole per il 62 per cento e le cantine per il 56 per cento.

La quasi totalità, 92 per cento, negli ultimi tre anni, ha scelto l'Italia: al vertice dei consensi Sicilia, Toscana, Puglia ed Emilia Romagna; Napoli, Roma e Firenze le città più gettonate. Spagna e Francia i Paesi più graditi; Parigi, Barcellona e Madrid le città.

Oltre la metà dei più grandi tour operator mostrano interesse per l'enogastronomia nel nostro Paese: soprattutto tedeschi e statunitensi offrono proposte soprattutto per la Toscana e il Piemonte.


Uno dei piatti italiani più famosi: i bucatini alla gricia, l'amatriciana senza pomodoro

Ma l'Italia può ed ha molto di più: 825 prodotti agroalimentari e vitivinicoli ad Indicazione Geografica, 5.056 Prodotti Agroalimentari Tradizionali, 4 beni enogastronomici inseriti nella lista del patrimonio tangibile e intangibile dell’UNESCO, 2 città creative UNESCO dell’enogastronomia, 334.743 imprese di ristorazione, 875 ristoranti di eccellenza, 23.406 agriturismo che offrono servizi di alloggio, ristorazione e altre proposte turistiche, 114 musei legati al gusto, 173 Strade del Vino e dei Sapori.

di Paolo dal Dosso

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