Tutti contro Salvini per la Diciotti ma lui non molla: «Ho la coscienza tranquilla»

Tutti contro Salvini per la Diciotti ma lui non molla: «Ho la coscienza tranquilla»



«Caro Salvini, l'italia ha fatto il suo dovere salvando i migranti grazie alla Guardia costiera ed ha dimostrato civiltà ed umanità a dispetto di un'Europa vigliacca e disonorevole. Su questo niente da dire. Restando doverosa la pretesa di condivisione europea, nessuno deve impartire lezioni alla terza carica dello Stato circa la prerogativa di esprimere legittime posizioni».

Si è aperta con questo messaggio del ministro per il Sud Barbara Lezzi la terza giornata di permanenza al molo Levante della motovedetta italiana Diciotti, con a bordo ancora 150 dei 177 migranti soccorsi a largo delle acque maltesi la scorsa settimana, in seguito al via libera del Viminale allo sbarco dei 27 minori avvenuto ieri in serata. Un attacco, seppur dai toni velati, al ministro Matteo Salvini, al centro della polemica nazionale per il "sequestro" del carico umano nel porto di Catania subordinato al'intervento dell'Europa perché metta in atto quella equa ripartizione tra i Paesi membri tanto cara a lui quanto al premier Giuseppe Conte. Dopo gli accesi scambi a distanza con il presidente della Camera Roberto Fico, accusato da Salvini di avere «tanto tempo per parlare» e di dire e fare «l'esatto contrario di altri esponenti M5s», un altro appartenente all'ala governativa grillina torna all'attacco del leader leghista, che però non sembra affatto soffrire la polemica, soprattutto se mediatica, ma anzi volgerla di situazione in situazione a proprio vantaggio. Prosegue a spalle larghe e petto in fuori, noncurante degli appelli che a più riprese incitano il Viminale a lasciar sbarcare in Italia i malcapitati protagonisti della Diciotti.


«Il mio obiettivo è il no way australiano, e sulla Diciotti sono tutti immigrati illegali» e a chi gli chiedesse se teme un intervento del Colle risponde: «Non temo nulla, ho la coscienza tranquilla». Fermo sulle sue posizioni, con quel pugno duro che ormai caratterizza ogni sua uscita pubblica e ogni provvedimento messo in atto che porti la sua firma, Salvini sta facendo della retorica dell'antieroe, dell'uomo normale che lotta contro i giganti del mondo globalizzato, una perfetta immagine di vicinanza con l'elettorato che impazzisce per lui, come dimostrato dai sondaggi che vorrebbero ad oggi la Lega come primo partito nazionale e in cui gran parte dei meriti sono da riconoscergli. Un uomo tra gli uomini, sradicato dall'immagine elitaria della figura politica, il vicepremier sta cavalcando perfettamente il suo momento e non sta per ora sbagliando una mossa, non tanto dal punto di vista della pianificazione politica, quanto dell'immagine, ben conscio che qualora l'avventura gialloverde naufragasse anzitempo, la exit strategy sarebbe già ben avviata, con un clima da campagna elettorale che non ha mai abbandonato i suoi comizi in pubblico.


Intanto, al coro di chi vorrebbe che ai 150 rimasti sull'imbarcazione della Guardia costiera fosse concesso di sbarcare nel capoluogo siciliano, si è aggiunto il presidente della Commissione antimafia dell'assemblea regionale siciliana, Claudio Fava, salito a bordo della Diciotti per constatare le condizioni delle persone a bordo e «fare sentire la voce di tutti gli italiani che ritengono la nostra Costituzione e i diritti che tutela assai più importanti dei capricci del signor ministro», le sue parole riportate tramite un post su Facebook.

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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