Un antico molo greco-romano emerge dalle acque della Puglia

Un antico molo greco-romano emerge dalle acque della Puglia




Non stancano mai di stupire le scoperte archeologiche che i nostri mari ci riaccordano di quando in quando.


È al largo di San Pietro in Bevagna, in una delle aree più belle e più visitate della Puglia, che è appena stato scoperto ciò che resta di alcune antiche vestigia. Il sub Fabio Matacchiera, insegnante e fondatore del Fondo antidiossina, ha trovato, sott’acqua, immerso a qualche centinaio di metri dalla costa pugliese, i resti di un antico molo che secondo quanto affermato dagli esperti, potrebbe trattarsi di un molo risalente all‘età romana o ellenistica, dunque tra il IV o V secolo a.C., con una lunghezza di circa duecentoquaranta metri, quindi con misure decisamente importanti, considerato che strutture similari, trovate in precedenza nel Mediterraneo, non superano i centocinquanta o centottanta metri. Il molo è interamente costituito da blocchi di pietra che vanno da uno a quattro metri di lunghezza.


Il subacqueo ambientalista ha prontamente informato la soprintendenza archeologica della Puglia con sede a Lecce, inviando foto ed informazioni e ha inoltre detto: «In questi giorni, oltre ad aver acquisito altri dettagli con l'utilizzo di un drone, ho potuto contattare numerosi archeologi e cattedratici ai quali ho sottoposto il materiale raccolto: tutti mi hanno parlato di una scoperta che potrebbe rivelarsi molto importante. Per il professor Mario Lazzarini, archeologo subacqueo, si tratta di un'opera che potrebbe assomigliare ad un molo, presumibilmente di epoca romana».


Tra i tanti ritrovamenti in zona, nel 2010, sono stati rinvenuti anche i resti di un'antica imbarcazione di epoca romana risalente al periodo tra il II e I secolo avanti Cristo. Il reperto archeologico stava a duecento metri dalla spiaggia, adagiato su un fondale a circa quattro metri di profondità. Secondo gli esperti, l'imbarcazione aveva caratteristiche tali da far ritenere il suo utilizzo per il trasporto di masserizie e quindi diretta in qualche vicino approdo il che fa ben ipotizzare per la recente scoperta.


Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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