Uno sguardo agli anni 80 e a Craxi da una prospettiva diversa

Uno sguardo agli anni 80 e a Craxi da una prospettiva diversa



Pensi a Lory Del Santo, alla sua elaborazione moderna e vitale (con la scelta di comunicarlo e poi andare all'isola dei famosi) di un grande dolore, per un figlio perduto (un altro), e inevitabilmente quei suoi grandi occhi, spalancati sulla vita e sul mondo, ti riportano in Via del Corso, anni '80. Profumo di moda, made in Italy, spallone sulle giacche in seta e paillettes. Profumo di un' epoca, peraltro non lontanissima, di crescita, sviluppo, modernità, in cui l'Italia entrò nel G7. E la moda non era solo gradevole sfizio, ma la più grande industria trainante. Sono stati e sono ancora anni demonizzati gli '80, additati, con Bettino Craxi, lo statista che li dominò, sapendone interpretare più di altri le potenzialità, in una visione moderna e futuribile, come il colpevole numero uno della successiva crisi. E quindi giù via alla gogna per la "Milano da bere", ma anche per la Roma e tutta quell'Italia nuova "da bere". Gli '80 e con loro Craxi sono considerati da una certa vulgata catto-comunista, illiberale e moralista, come i padri del debito pubblico. Salvo poi non andare mai ad analizzare onestamente ed obiettivamente, cifre alla mano, come lo fecero crescere quel debito in precedenza, creando davvero le basi solide a quella montagna che ci minaccia perennemente, la Dc e con essa il Pci che su quelle manovre di Bilancio si asteneva. Salvo non prendere mai in considerazione la montagna ancora più grande del debito pubblico con la quale gli Usa da sempre convivono. E ad essa reagiscono con shock di tagli fiscali che rimettono in moto l'economia. E invece niente, in Italia gli '80 restano il peccato originale. E con loro lo statista che li segnò, in un contesto internazionale in cui il capitalismo espansivo, quello della crescita che andò a vantaggio di tutti, anche delle classi più povere, secondo la lezione liberale, e non della ricetta sinistra della redistribuzione del reddito, dette il meglio di sé. Craxi portò la sinistra con il suo Psi, ad un'elaborazione così innovativa che superò le stesse già da allora vecchie socialdemocrazie europee, coniugò meriti e bisogni. E dette una lezione di libertà ai socialisti europei battendosi concretamente per i diritti dei dissidenti dell'Est, oltre il Muro. Dette impulso alle imprese. Il made in Italy esportato in tutto il mondo, la crescita e il lavoro. Gli spalloni sulle giacche di seta e le paillettes... E quanto era bella Via del Corso. Grazie Lory (Del Santo) per esserci e resistere ancora. Come una Mick Jagger in gonnella.


Di Paola Sacchi

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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