Vittoria “spintanea” di Mahmhood, l’Ariston fischia i vertici Rai

Vittoria “spintanea” di Mahmhood, l’Ariston fischia i vertici Rai


Mahmood

Il paese reale. Quante volte nei dibattiti , nei talk show televisivi dove compare sempre la stessa compagnia di giro per dire le stesse banalità, nelle aule parlamentari, avete sentito riecheggiare quella formuletta magica con la quale tutto si assolve e tutto si condanna? Sino alla noia. Ma chi sa cos’è esattamente il paese reale? Chiedete a cento otterrete 90 risposte diverse, 10 non sanno. Dunque i fischi finali al festival di Sanremo, la miglior canzone della kermesse musicale della Rai che voleva essere politicamente corretta e invece è stata la più scorretta della storia tanto da essere censurata dalla Tv pubblica ( che vergogna), cosa sono? Coreografia e pancia della pancia del paese? Dunque paese reale? Ecco c’è un caso da manuale che spiega molto, anche se non tutto. Il cantante Ultimo, in tutto a dire il vero, educazione compresa, dopo aver pubblicato su Twitter il post con un palese sfogo “Da casa eravamo il quadruplo”, lo ha cancellato.


Tipico, da italiano medio, anche se Salvini faceva il tipo per lui e la Isoardi per il vincitore. E allora andiamo ad analizzare i dati delle votazioni: “Soldi” di Mahmood ha ottenuto il 38,9% sommando televoto, sala stampa e giuria d’onore, seguito da Ultimo con il 35,6% e da Il Volo con il 25,5%. Ma la classifica del televoto dà un risultato molto diverso, segno che il pubblico a casa la pensa diversamente rispetto ai “giurati”, ovvero una pattuglia di radical chic molto di sinistra e poco in sintonia con il Paese delegati a gestire il politicamente scorretto (modesto dettaglio il factotum Bastianic durante il festival ha twittato a favore di un concorrente non potendo farlo), capitanati da Mauro Pagani e alla stampa. Per il televoto Ultimo sarebbe stato il vincitore con 46,5% di voti rispetto a 39,4% de Il Volo e solo 14,1% per Mahmood. Il sistema di votazione è composto dal televoto (50% sulla classifica di fine serata), dal voto della sala stampa (30%) e dal voto della giuria d'onore (20%). Dove sta il Paese reale? Nella testa dei giurati, dei signori ricchi e coccolati con il portafoglio a destra e il cuore a sinistra, o nella pancia della platea , sia quella dell’Ariston, sia quella che ha casa che ha ricoperto di fischi la decisione? Nel mezzo, forse. Forse. Perchè Sanremo è solo un mezzo televisivo, una macchina dello spettacolo usata dalla Rai per fare soldi, senza badare al contenuto.


Il calo di ascolti di questa edizione non solo ha penalizzato le scelte delle tv pubblica, in mano a dirigenti cosi lontani dal paese reale da apparire dei marziani da rispedire su marte, ma ha dimostrato come il trucco si vede ed ha iniziato a stufare. Perché sono le cosiddette giurie di qualità a determinare il corso politico del festival. Non il Paese reale, fregato anche con le canzonette. La prova, sufficiente per qualsiasi giuria per emettere un verdetto di condanna, la offre il direttore di Rai uno, Teresa De Santis. “I risultati confermano quanto registrato in questi giorni, con grande soddisfazione. Un grandissimo risultato sui giovani e record sulle

piattaforme. Sanremo ha dato a Rai Uno un impulso in più e nuova visibilità presso un pubblico che altrimenti sulle reti generaliste non ci sarebbe stato”. Di cosa stia parlando lo sa solo lei. Eppure era in sala e i fischi se li è presi eccome, assieme al presidente Foa e al direttore generale Salini. Si vede che su marte i fischi hanno un altro valore. Infine il vincitore. “Io sono italiano, nato e cresciuto a Milano. Non mi sento tirato in causa. Nel brano ho messo una frase araba che è un ricordo della mia infanzia, ma sono italiano

al 100%”. Così Mahmood, vincitore del Festival di Sanremo, a chi gli chiede un commento sulle polemiche sui migranti nate fra Claudio Baglioni e il vicepremier Matteo Salvini. Mettiamo da parte le polemiche stupide su meticciato e immigrazione, sono un torto all’intelligenza, soprattutto se partono da persone che dovrebbero condurre un programma in Rai. Il punto è uno solo. La canzone è brutta, ma proprio brutta, solo che il testo è perfetto per alimentare il politicamente scorretto, aizzare la canea contro il governo, e il suo corollario. Il ragazzo è stato usato e sarà usato. Ma non dal Paese reale, dalle elite con attico e puzza sotto al naso. “Chi ora sta usando la canzone che ha vinto Sanremo contro il governo sta a pezzi e, lasciatemele dire, fa anche un favore al governo stesso” afferma il vicepremier Luigi Di Maio, ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, intervenendo all'inaugurazione del Micam, il salone della calzatura in corso a Rho FieraMilano. “A me piaceva la canzone di Cristicchi, ma non per questo mi lamento”. Difficile dargli torto in questo caso. Ma nell’Italia che si divide sulle politiche di accoglienza agli immigrati, sui porti chiusi o aperti, fa rumore la vittoria al festival di Sanremo di un ragazzo italiano nato da papà egiziano. Matteo Salvini, su Twitter subito dopo l'annuncio boccia il vincitore: “Mahmood............... mah............ La canzone italiana più bella?!? Io avrei scelto Ultimo, voi che dite??”, ha cinguettato, con un messaggio che, a suon di puntini di sospensione, lascia intendere che 'Soldi' e il suo interprete proprio non l’hanno convinto. La canzone e la giuria, non il ragazzo. Di parere diametralmente opposto la sua ex, la showgirl Elisa Isoardi, che sembra lanciarli una vera e propria stoccata: “Mahmood ha appena vinto il festival di Sanremo. La dimostrazione che l’incontro di culture differenti genera bellezza. #top #culture”. Una differenza di vedute, evidentemente non solo sulla musica, che non è passata

inosservata e ha scatenato l'ironia del web sullo scontro tra ex fidanzati. Ecco, c’è più Paese reale in tutto questo che un tutto il resto. Comunque anche sto Festival se lo semo levati dalle Palle, parafrasando una battuta di Vacanze di Natale. Ah comunque nei talk show continueranno a parlare di Paese reale.


di Alberto Milani

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