Vittorio Sgarbi: «Il cambio di circolazione per ridare dignità a Sutri»

Vittorio Sgarbi: «Il cambio di circolazione per ridare dignità a Sutri»


Tutto nasce dai camion che a Sutri, cittadina della Tuscia in provincia di Viterbo di cui è sindaco Vittorio Sgarbi, possono passare per le strette vie del centro storico. A Sgarbi non sta bene anche perché un malcapitato e poco pratico autista incastra il mezzo in una via. Per il primo cittadino è solo una scusa per «chiarire le mie ragioni e il metodo che hanno ispirato la decisione di restituire dignità alla città di Sutri, ripristinando l’originario senso di marcia, all’entrata da Roma sulla Cassia».

Sgarbi scende nel dettaglio e analizza la situazione viaria locale identificando sei punti essenziali a dirimere la questione: «1) Il percorso è lo stesso se si stabilisce che i tir,che a qualcuno piace far entrare nel centro storico, possono passare per via Picari. 2) Il professor Emmanuele Emanuele, sia chiaro, non mi ha chiesto niente. Io ho interpretato la sua proposta,non accolta benché giusta, di chiudere il centro storico, con una breve estensione dell’area pedonale, con l’eccezione sopra detta, evitando alle macchine il budello di via Picari e dando più respiro a piazza San Francesco. Emanuele non c’entra niente».

«Ricordo che una volta gli omosessuali erano chiamati invertiti», aveva scritto Sgarbi in risposta alle polemiche sollevate dal consigliere comunale Alessio Vettori proprio sul cambio di circolazione a Sutri. E proprio su quella frase il sindaco accentra il suo terzo punto: «3) Non ho chiamato in causa gli omosessuali, ma l’uso della parola “invertiti” o “inversione”, che non contraddice la supposta ”normalità”. Era una metafora, che una persona spiritosa avrebbe capito. E infatti l’ha capita Lillo, al quale per primo l’ho indirizzata. E la vera forma di omofobia è la reticenza con cui si evitano certi termini per paura di turbare gli interessati. Si chiama ipocrisia linguistica,e ne era scevro proprio Pasolini, che diceva “frocio”, non gay. Come e’ giusto dire ”zoppo” dello zoppo, e cieco (piuttosto che non vedente) del cieco, e sordo (piuttosto che non udente) del sordo. E così via. Con ironia, senza ipocrisia. Nel mio caso era un puro riferimento linguistico».

Sgarbi prosegue: «4) chi e’contro di me, se è intelligente resta intelligente; se è cretino, resta cretino, come Vettori. 5) Gli assessori a Sutri si sono, letteralmente, autonominati. Io non ne ho scelto uno. Dico uno. Non c’è l’esterno. Nondimeno li ascolto e parlo. Della inversione ho discusso per 4 mesi, dando loro ogni possibilità di offrire suggerimenti, come nel caso, mai posto, delle due vie. E siccome nicchiavano, davanti agli occhi esterrefatti di Casini, ho guidato io il pullman del parco,passando agevolmente per via Pisanelli. E io non guido da 29 anni. Ho anche detto che quella doveva essere la misura massima dei mezzi ammessi nel centro storico. Di stabilire le modalità e di informare i cittadini non toccava a me. Toccava e tocca agli assessori, che lo stanno facendo. 6) Per parte mia posso accettare che per ogni provvedimento occorra aspettare 4 o 5 mesi, perché tutto resta fermo, forse per compiacere la pigrizia e le abitudini dei cittadini. Il senso di marcia precedente era ridicolo. Quanto alle modalità ho lasciato piena autonomia agli assessori. Io ho dato l’indirizzo. Le modalità andavano studiate. E possono essere perfezionate. E gli assessori, quando vogliono operosi, ci sono per questo. E non si possono scambiare gli indirizzi per decisioni autoritarie».

Sgarbi prosegue elencando tutti i provvedimenti viari: «Dalla riunione fatta con gli assessori risulta ottimale l’entrata in paese da Roma e da porta Morone. Tolti i parcheggi a raso in salita da via XXIV maggio e fino a piazza del Duomo , tutto a doppio senso. Da piazza Duomo semaforo all'angolo (dove c'è il forno) per entrare fino a piazza San Francesco. Lì vi saranno anche i parcheggi a tempo per lo scarico e carico merci (davanti alla Taverna del Drago). Rotatoria in uscita da piazza San Francesco verso Roma con semaforo angolo via Piave (così si ridiscende verso Roma). Altro ingresso da porta Morone in discesa verso piazza San Francesco facendo la discesetta di via Pisanelli. Rimane l'isola pedonale davanti a via Picari, con possibilità, in caso di bisogno per far passare i mezzi più grandi, di mettere un dissuasore mobile automatico a scomparsa, con telecomando dato alla municipale). Paracarri in ghisa a via XXIV maggio, via Veneto, piazza San Francesco fronte chiesa. Ovvio che si debba verificare con l'ufficio tecnico i passaggi dei sottoservizi e con la ragioneria la sostenibilità dei costi. A tal proposito penso che, in prima istanza, basti mettere i due semafori, e la spesa sarà contenuta. Se ci sono i soldi la cosa va fatta entro dicembre perché poi, con Sant'Antonio, il tutto si complica e si dovrà fare a febbraio. In ogni caso, oggi, già la situazione è tranquilla».

Iscrizione n° 144/2017       del 28/09/2017 del Registro della Stampa;        Tribunale di Roma

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