Attualità

Che cos’è la curva glicemica e perché va fatta in gravidanza

Le donne in gravidanza sono chiamate a fare periodicamente la curva glicemica, un esame che può essere fondamentale per il benessere del bambino e della futura mamma

La gravidanza è un momento certamente particolare della vita di una donna, che è chiamata a sottoporsi periodicamente a nuerosi controlli, in modo tale da avere la certezza che tutto si stia svolgendo nel migliore dei modi, sia per se stessa sia per gli altri. Ecografie ed esami del sangue non possono che essere costanti (in genere almeno una volta al mese), ma possono diventare più frequenti se si sta affrontando una gravidanza a rischio, situazione più frequente di quanto si possa pensare, a maggior ragione se non si è più giovanissime.

C’è però un test che è altrettanto importante, ma che molti tendono a sottovalutare, nonostante spesso si sentano persone che devono farlo: la curva glicemica. Questo serve come screening del diabete gestazionale e porta a misurare il livello del glucosio nel sangue attraverso una serie di prelievi. È necessario presentarsi a digiuno, mentre per i due successivi si dovrà bere una soluzione a base di glucosio, che potrà risultare fastidiosa solo perché eccessivamente dolce. Se dovessero presentarsi nausea e vomito, sarà necessario ripetere l’esame per evitare che i livelli emersi possano risultare poco attendibili.

Curva glicemica: è davvero importante in gravidanza

La curva glicemica ( detta “curva da carico orale di glucosio” o OGTT)) rientra tra gli esami fondamentali da fare in gravidanza perché consente di individuare la presenza di diabete gestazionale. Se questo dovesse avvenire, diventa fondamentale pensare a una terapia per tenere sotto controllo la glicemia, in modo tale da ridurre i rischi sia per il feto sia per la futura mamma.

Ogni donna incinta deve seguire le indicazioni del proprio ginecologo di fiducia – Foto | Spraynews.it

In genere questo test viene eseguito tra la 16esima e la 18esima settimana di gestazione o tra la 24esima e la 28esima settimana, a maggior ragione se si riscontrano dei fattori che possno portare ad aumentare le possibilità di sviluppare il diabete gestazionale. Tra questi possiamo citare:

  • familiari di primo grado affetti da diabete di tipo 2;
  • diabete gestazionale in una precedente gravidanza;
  • età della donna superiore ai 35 anni;
  • glicemia alta a digiuno (valori compresi fra 100 e 125 mg/dl), precedente o all’inizio della gravidanza;
  • indice di massa corporea (BMI) maggiore o uguale a 25 prima della gravidanza;
  • etnia d’origine in alcune aree del mondo, ad esempio Asia meridionale, Caraibi e Medio Oriente.

È compito comunque del ginecologo valutare la situazione caso per caso e capire come sia meglio agire, in alcune situazioni si arriva addirittura a ripeterla se lo si ritiene necessario.

Quando è necessario preoccuparsi

Una donna può sentirsi al colmo della realizzazione dopo avere scoperto di essere incinta, ma questo periodo comporta inevitabilmente diversi cambiamenti anche a livello organico ed è proprio per questo che è bene sempre agire con cautela. Solo in questo modo si garantisce il benessere a se stesse e al nascituro.

I valori della curva glicemica possono quindi essere diversi in gravidanza, è in questi casi che si riscontra diabete gestazionale:

  • Glicemia plasmatica a digiuno ≥ 92 mg/dl
  • Glicemia plasmatica dopo un’ora ≥ 180 mg/dl
  • Glicemia plasmatica dopo due ore ≥ 153 mg/dl

Se questo dovesse essere riscontrato, ginecologo e ostetrica arrivano a predisporre un piano per la paziente dando indicazioni su come modificare l’alimentazione e lo stile di vita. Seguire questi consigli diventa determinante anche per evitare di andare incontro a problemi quali preeclampsia (aumento della pressione, che può portare a parto prematuro) e distocia di spalla, che consiste nella difficoltà al momento della nascita a far fuoriuscire le spalle, che può essere risolta solo attraverso specifiche manovre ostetriche.

Ilaria Macchi

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