Spettacolo

Era il Wolverine umano: l’attore non ce l’ha fatta, terribile la sua malattia

Avrebbe ispirato il personaggio di Wolverine, supereroe della Marvel: il noto attore e caratterista è morto per una terribile malattia.

Lo avevano definito il Wolverine umano e anzi sembra che proprio a lui si siano ispirati Len Wein e il disegnatore Herb Trimpe, quando a metà anni Settanta era nato il personaggio della Marvel. Si è spento a 74 anni un attore e caratterista che ha appunto avuto la ‘fortuna’ di ottenere celebrità anche dall’incredibile somiglianza col il supereroe dei fumetti che quest’anno compie 50 anni.

Se infatti Hugh Jackman aveva bisogno del trucco per trasformarsi in Wolverine, nella celebre saga cinematografica adattamento delle graphic novel sull’eroe Marvel, l’attore Paul D’Amato era così di natura e appunto sarebbe lui la persona che ha ispirato il fumetto. Nelle scorse ore, la notizia della sua scomparsa si è diffusa sui più popolari media online e non solo.

Non solo il Wolverine umano: Paul D’Amato, la faccia da cattivo e la terribile malattia che lo ha ucciso

Morto Paul D’Amato (Spraynews.it)

Ma chiaramente sostenere che Paul D’Amato sarà ricordato soltanto come il Wolverine umano è riduttivo: l’attore apparso anche in “Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan”, ha avuto il suo picco massimo di celebrità nel 1977, quando ha interpretato l’iconico personaggio di Tim McCracken, capitano dei Syracuse, noto anche come “Dr. Hook”, nel film “Colpo secco”, dedicato al mondo dell’hockey su ghiaccio e con Paul Newman nel ruolo principale.

L’attore è poi nel cast di film che hanno vinto l’Oscar come “Il paradiso può attendere” oppure “Il cacciatore”, mentre sempre legato al mondo dell’hockey su ghiaccio è il film per la tv “Hockey violento”, in cui interpreta il ruolo di Dave Eskanazi. Uno dei suoi ultimi film è stato “Suspect – Presunto colpevole”, verso la fine degli anni Ottanta, mentre ad agosto 2017, ha partecipato a una riunione dei membri del cast di “Colpo secco”.

Purtroppo, gli ultimi anni di Paul d’Amato sono stati molto duri: infatti, nel 2020 gli è stata diagnosticata una terribile malattia, ovvero la paralisi sopranucleare progressiva, nota anche come sindrome di Steele-Richardson-Olszewski, una rara malattia del cervello che nel giro di pochi anni non gli ha dato scampo. Al suo fianco, fino all’ultimo, Marina Re, la sua compagna di vita.

Gabriele Mastroleo

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