Viaggi

Jet lag: che cos’è, quanto dura e come fare per alleviare i fastidi

Per jet lag la scienza considera una discronia tra sonno e veglia causata dai lunghi viaggi: ecco come alleviare i fastidi del cambiamento di fuso orario.

Lo abbiamo provato tutti almeno una volta nella vita. Tutti noi che abbiamo affrontato un lungo viaggio, magari intercontinentale che, quindi, ha portato anche a un brusco cambiamento di orario, di temperature. Parliamo del jet lag: oggi vi spiegheremo bene cos’è, ma, soprattutto, vi daremo qualche consiglio per patire meno i fastidi che porta.

I lunghi viaggi che facciamo soprattutto in aereo stancano. Per quanto possa essere confortevole il volo, per quanto la nostra classe di viaggio possa essere alta, si tratta comunque di ore e ore di viaggio. E all’arrivo spesso troviamo condizioni climatiche totalmente diverse rispetto alla partenza e, soprattutto, un orario totalmente diverso. Vorremmo magari andare a dormire, ma siamo ancora a metà giornata con qualche importante impegno di lavoro.

In questi casi, il jet lag può essere una vera e propria zavorra sul nostro benessere e, quindi, sulle nostre attività. Per jet lag la scienza considera una discronia tra sonno e veglia che, ovviamente, è causata quasi totalmente dal cambio di fuso orario, a volte di otto o nove ore e anche di più.

Jet lag: come alleviare i fastidi

Ovviamente tutto ciò porta a un sonno disturbato, ma anche una eccessiva sonnolenza durante il giornodifficoltà ad addormentarsi e riposare di notte e una sensazione di malessere generale, seppur lieve. Ma, essendo un problema molto personale, il jet lag può dare inappetenza, costipazione e dispepsia, a causa del fatto che l’orario dei pasti risulta modificato, ma anche cefalea e difficoltà di concentrazione. Vediamo insieme come alleviare queste problematiche che, a seconda dei soggetti, non dovrebbero comunque superare i due o tre giorni di durata.

Consigli per ridurre gli effetti del jet lag foto: Ansa – (spraynews.it)

Il modo per alleviare i problemi è uno solo: adattarsi il prima possibile ai nuovi orari. E tutto questo può essere fatto cercando di regolarizzare l’orario in cui si va a dormire, per esempio evitando di riposare durante il giorno. Per regolarizzarsi, bisogna dormire nella notte nel luogo dove siamo giunti e per farlo, dobbiamo essere sufficientemente stanchi.

Quindi consigliamo di evitare di soggiornare in luoghi rumorosi o troppo luminosi, ma anche di utilizzare dispositivi elettronici prima di andare a dormire. Ancora, evitiamo cibi pesanti e ipercalorici che, peraltro, essendo anche diversi dalla cultura alimentare cui siamo abituati, possono portarci ulteriori problemi. Il nostro corpo produce melatonina, fondamentale per il riposo, ma ci si può aiutare con dei prodotti facilmente reperibili in farmacia: così dovremmo riuscire a sincronizzare prima il nostro corpo ai nuovi orari e alle nuove abitudini.

Claudio Rossi

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