Spettacolo

Lutto nella musica, ciao Gigi: con il suo gruppo aveva girato il mondo

Gigi Toma, il leader degli Alla Bua, è morto a 61 anni: era considerato uno dei maggiori esponenti della pizzica salentina.

Era considerata una delle voci iconiche della musica tradizionale non solo salentina, ma di tutto il Mezzogiorno d’Italia e con il suo gruppo, gli Alla Bua, aveva praticamente girato il mondo, portando la pizzica a essere conosciuta ben oltre i confini nazionali. La notizia della sua morte, dunque, lascia un vuoto: si è spento a 61 anni, dopo una lunga malattia, Gigi Toma.

Il tamburellista e vero frontman del gruppo di pizzica non era tra i fondatori, che annoveravano tra gli altri Donatello Pisanello, prima nel gruppo Radici e poi negli Officina Zoè, ma una volta dentro gli Alla Bua riuscì a dettare una certa cifra stilistica e a emergere come un leader indiscusso. Del gruppo, la cui formazione è variata negli anni, faceva parte anche la figlia di Gigi Toma, Irene.

La morte di Gigi Toma: addio al carismatico leader degli Alla Bua

Piazza piena per il concerto degli Alla Bua (Spraynews.it)

La morte del tamburellista e cantante è stata confermata attraverso il profilo social del gruppo di pizzica, dopo un primo tam-tam di informazioni che arrivavano dai siti e pagine di informazione locale della sua Casarano. Gigi Toma, da qualche tempo, aveva lasciato la band proprio a causa delle sue condizioni di salute, ma gli Alla Bua, sotto la guida di Irene e di altri musicisti, avevano proseguito nel percorso.

Ancora ieri l’ultima esibizione del gruppo, che negli ultimi mesi durante i concerti aveva sempre manifestato sostegno a Gigi Toma, che combatteva contro la malattia: non era mancato l’affetto dei numerosi fan. Come non era mancato anche sui social in questo periodo e il musicista aveva sempre ringraziato tutti. Meno di un mese fa, l’ultimo post, in cui dichiarava di stare meglio, poi un nuovo aggravarsi delle sue condizioni.

Gli Alla Bua, in oltre 30 anni di attività, hanno girato migliaia di palchi in tutto il mondo, e a novembre avevano festeggiato i 25 anni di “Stella lucente”, uno dei dischi più significativi che aveva sdoganato la pizzica anche fuori dai confini locali. Nel 2016, l’album “Salenticidio” viene inserito tra i papabili vincitori del Premio Tenco come miglior album in dialetto. Non si contano invece le loro partecipazioni a festival nazionali e internazionali.

Gabriele Mastroleo

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