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Mangi questa insalata? Ti conviene smettere subito, è piena di pesticidi

L’insalata è un alimento pratico e salutare, che spesso accompagniamo a un primo o a un secondo: ma siamo sicuri di quello c’è dentro?

Se dovessimo fare un elenco dei prodotti alimentari più pratici che troviamo nei supermercati potremmo sicuramente annoverare l’insalata in busta. Questo prodotto si trova già sporzionato e pulito, privo di scarto e, spesso e volentieri, già lavato e pronto all’uso. Prevedibilmente ha costi al chilo medi più alti dell’insalata da mondare, ma spesso l’idea di risparmiare un po’ di tempo ci convince a non far caso al prezzo.

Eppure ci sono altri elementi a cui dovremmo prestare attenzione, ad esempio la qualità della verdura che stiamo comprando e l’eventuale presenza di pesticidi. Non è un segreto che le grandi coltivazioni facciano uso di questi prodotti chimici al fine di massimizzare i raccolti e non sempre le regole imposte dall’Unione Europea vengono rispettate.

Insalata in busta: uno studio rileva tracce di pesticidi in molti prodotti

Piatti di insalata mista (Spraynews.it)

Un esempio recente in questo senso riguarda un’analisi condotta dalla Svizzera su numerosi marchi di pasta italiana. In molti casi il grano è risultato infestato da pesticidi, in particolare glifosfato. E anche molti marchi di insalata in busta non sembrano essere da meno, come rilevato da un’analisi della rivista francese 60 Millions de Consommateurs.

Alcuni esperti hanno infatti preso in considerazione 26 varietà di insalata preconfezionata, alcune dichiaratamente bio o “senza pesticidi”: ma sarà davvero così? I risultati dello studio non hanno fornito dati rincuoranti e anzi solo 5 delle 26 varietà analizzate hanno superato il test positivamente. Gli altri prodotti presentavano infatti tracce di numerosi pesticidi e fitofarmaci, con un valore medio di 3,8 residui per insalata esaminata. Tra questi anche tracce di cloro, usato per la mondatura e la sanificazione dei prodotti.

Ma è proprio vero che nei prodotti bio non troviamo pesticidi?

È interessante notare come anche i prodotti biologici non siano risultati del tutto immuni dal problema, probabilmente a causa di contaminazioni ambientali o del terreno. A confermarlo alcuni prodotti Bonduelle, come l’iceberg bio con 17,6 punti su 20 o la valeriana senza pesticidi Bonduelle con 16,9 punti su 20. In molti casi le tracce di pesticidi rientrano nei limiti di legge, ma bisogna comunque tenere in considerazione il potenziale effetto cocktail che si può ottenere consumando più prodotti contaminati.

Per questo si raccomanda di scegliere i prodotti consapevolmente e di lavarli accuratamente prima del consumo, cambiando l’acqua almeno un paio di volte. Sì, anche se sulla confezione c’è scritto “già lavato”, perché come abbiamo potuto vedere, non sempre quello che troviamo scritto sui prodotti corrisponde alla verità.

Martina Di Paolantonio

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