Attualità

Parcheggiare nel primo posto libero è sempre una buona idea? Risponde la scienza e non è cio che pensi

Qual è la strategia migliore per il parcheggio? Parcheggiare nel primo posto vuoto, oppure avvicinarsi il più possibile alla meta? Ecco la risposta della scienza

Tra le fonti comuni di stress per gli automobilisti ci sono: la guida nel traffico cittadino, le lunghe attese in coda sull’autostrada, il dilemma di ricordare dove si è parcheggiata l’auto e, soprattutto, la frustrazione nel cercare un ambito parcheggio. Proprio a proposito di parcheggi, sapete qual è la scelta migliore tra assicurarsi il primo posto disponibile e cercare uno più vicino all’entrata di luoghi frequentati, come supermercati o spiagge affollate? La scienza ha cercato di dare una risposta a questo dubbio.

Parcheggiare nel primo posto libero o continuare a cercare avvicinandosi alla meta? Ecco qual è, secondo la scienza, la strategia migliore

La soluzione per trovare parcheggio immediatamente senza stress esiste davvero? A quanto pare sì, e la risposta sarebbe stata svelata da uno studio della Boston University.

A risolvere il dilemma che ci perseguita dall’ottenimento della patente, infatti,  ha cercato di rispondere in modo definitivo uno studio della Boston University, che, attraverso una simulazione al computer, ha esaminato tre approcci: il primo, comunemente adottato da chi è sbrigativo, consiste nel parcheggiare la macchina nel primo posto disponibile. La seconda opzione riguarda chi decide di esplorare il parcheggio e si ferma non appena individua un posto libero tra due veicoli. Infine, c’è l’ultima opzione, tipica di chi preferisce la comodità, che si dirige direttamente verso la destinazione e, solo in seguito, gira alla ricerca del posto migliore.

Immagine | Pixabay @Diy13 – Spraynews.it

Quando si è più giovani, affrontare il traffico o cercare un parcheggio può sembrare meno stressante, forse grazie alla novità dell’auto o alla resilienza del sistema nervoso. Con il passare degli anni, però, l’idea di trascorrere ore in coda o cercare disperatamente un posto libero diventa sempre più stressante, soprattutto quando si sfrutta l’opportunità di un parcheggio appena liberato.

Per risolvere l’eterna incertezza del parcheggio, come abbiamo detto in precedenza, gli studiosi universitari hanno condotto una simulazione al computer considerando tre diverse situazioni. La prima coinvolge coloro che preferiscono parcheggiare nel primo posto disponibile, anche se distante dal luogo di destinazione. La seconda riguarda chi cerca una via di mezzo, esplorando il parcheggio prima di fermarsi al primo posto libero tra le auto. La terza opzione, invece, è per coloro che mirano a parcheggiare il più vicino possibile alla meta desiderata.

Quindi, esiste un approccio vincente per il parcheggio? Questo studio, anche se bisogna prestare attenzione, poiché qualche anno fa un altro studio aveva dichiarato l’opposto, suggerisce che la seconda opzione, cioè quella di trovare un compromesso, è la più vantaggiosa, specialmente in termini di tempo, sebbene richieda più passi a piedi, evita la ricerca ossessiva del posto perfetto.

Naturalmente, l’opzione dei pigri che raggiungono la destinazione prima di cercare un parcheggio conviene solo in presenza di un rapido cambio di veicoli, aumentando così la probabilità di trovare un posto vicino. D’altra parte, chi opta per parcheggiare più lontano, anche se richiede una passeggiata più lunga, sperimenta un livello di stress inferiore. Si sa che camminare di più, magari a passo svelto, contribuisce anche a una maggiore salute.

Federico Liberi

Sono laureando in Psicologia dei processi sociali all’Università di Roma “La Sapienza”. La mia più grande passione insieme alla scrittura è il calcio, ma mi piace rimanere informato sullo sport a 360 gradi oltre che sull’attualità e la politica. Nel 2020 è stato pubblicato su Amazon un mio saggio sulla Programmazione Neuro-Linguistica

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