Spettacolo

Quello che sta per uscire sarà l’ultimo capolavoro di Miyazaki?

Cosa sappiamo di E voi come vivrete?, l’ultimo progetto animato dello studio Ghibli, che uscirà nelle sale il 14 luglio a seguito di una bizzarra “non-campagna” mediatica

Tra l’abuso del rosa che proporrà il prossimo film di Barbie (nelle sale dal 21 luglio) e le missioni impossibili di Tom Cruise (al cinema dal 12 luglio), c’è un evento che fa chiacchierare gli appassionati di cinema più di quelli dichiarati e annunciati da mesi, come i film menzionati. Il maestro giapponese dell’animazione per antonomasia farà uscire quello che forse sarà il suo ultimo capolavoro nella data del 14 luglio, senza però fornire nessun assaggio mediatico: niente trailer, foto, notizie o interviste.

Lo studio Ghibli e il suo maestro

Parliamo di Hayao Miyazaki, regista pluripremiato dello Studio Ghibli, e del suo nuovo progetto animato intitolato: E voi come vivrete?

Lo studio Ghibli – fondato a Tokyo nel 1985 – è uno studio cinematografico di film di animazione. I suoi anime sono conosciuti e guardati in tutto il mondo, stagliati nel panorama dei “film per grandi e piccini” tanto quanto le saghe Disney occidentali. Solo che parliamo di prodotti con una spiritualità, sensibilità e scenari fantastici del tutto orientali, in cui spesso i voli pindarici surreali hanno il magico potere di descrivere in modo realistico il mondo in cui viviamo, facendoci riflettere proprio sui nostri usi e consumi.

Nessuna promozione per il nuovo anime: “Gli spettatori verranno a vedere da soli”

Tra i titoli più celebri troviamo La città incantata, Il castello errante di Howl e Il mio vicino Totoro, successi planetari tradotti in tutto il mondo e firmati Hayao Miyazaki, quindi sale la curiosità circa l’ultimo progetto del regista dello studio, un progetto del quale non sono state volutamente condivise anticipazioni, ma solo la data di uscita. Lo storico presidente Toshio Suzuki ha deciso di non fare uscire nessuna comunicazione promozionale dell’anime, solo il disegno di un uccellino bianco e blu. Toshio ha spiegato così la scelta: «Il film non ne ha bisogno. Gli spettatori verranno a vedere da soli di cosa parla, e per farlo dovranno andare in sala». Nell’attesa, per ripassare l’universo poetico e fantastico di Miyazaki, la Lucky Red sta riportando sul grande schermo, fino al 30 agosto, numerose perle dello studio, come Ponyo sulla scogliera, Kiki – Consegne a domicilio, e Laputa – Castello nel cielo.

Foto | @StudioGhibli.it – spraynews.it

Cosa sappiamo di “E voi come vivrete?

Qualcosa di importante circa il nuovo anime, tuttavia, lo sappiamo. Ed è proprio il tipo di soggetto al centro della storia che si pensa che E voi come vivrete? potrebbe essere l’ultima opera di Miyazaki, costituendo il suo sentito testamento artistico.

La storia è tratta dal libro omonimo scritto nel 1937 da Genzaburo Yoshino, un classico della letteratura giapponese, che il maestro ha amato sin dall’infanzia. Al centro della storia c’è un ragazzino orfano di padre, che lo zio ha soprannominato Coper, da Niccolò Copernico, per la sua capacità di guardarsi attorno senza considerarsi al centro dell’universo. L’uomo, prima che il padre di Coper morisse, gli ha promesso di fare diventare suo figlio «un bell’esempio di persona umana», e lo farà riflettendo insieme al ragazzo, tramite lettere scritte, di varie tematiche cruciali: il bullismo, la divisione in classi sociali, l’egoismo, la dignità della povertà, la gratitudine, la mancanza di coraggio e l’assunzione di responsabilità.

Il libro a cui si è ispirato lo studio Ghibli per questa ultima avventura costituisce un testo rilevante anche per il contesto storico in cui è stato concepito: l’ascesa del militarismo nel Giappone degli anni Trenta, la restrizione di libertà di parola e stampa, l’oppressione brutale dei movimenti operai. Un contesto cupo e allarmante non lontano da ciò che succedeva nello stesso tempo in Europa: il dilagare di fascismo e nazismo, i venti di guerra.

Foto Instagram | @StudioGhibli.it – spraynews.it

La collana fu concepita con l’intento di rivolgersi ai giovani per proteggerli dall’influenza nefasta di quei tempi, ma proponendo al contempo degli spunti di riflessione critica sullo status quo internazionale. Cento anni dopo, l’ultimo anime di Miyazaki tenterà probabilmente di farci riflettere circa gli stessi drammi, purtroppo ancora molto attuali.
La sua si prospetta come al solito una grande impresa fantastica, etica, e visiva. Speriamo solo che non sia l’ultima del maestro.

Matilde Brizzi

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