Attualità

Ricordano episodi dell’infanzia e stanno bene: le esperienze di chi è morto per qualche minuto

Esperienze pre morte, ecco cosa pensa il cervello in quei momenti di transizione. I risultati di un nuovo studio pubblicato sulla rivista Resuscitation.

Sono sempre di più le persone che si trovano a vivere delle vere e proprie esperienze pre-morte. Si tratta di situazioni in cui il cuore di alcune persone si è fermato ed è ripartito poi grazie alla rianimazione cardiopolmonare. Ebbene, queste persone riferiscono le proprie sensazioni e sostengono di avere dei ricordi di esperienze relative alla loro morte.

Molto interessante in tal senso sono stati i risultati di uno studio. Questo è stato effettuato dai ricercatori del Lavoro et University Grossmann School of Medicine,  poi pubblicata sulla rivista Resuscitation. Nell’ambito di questa ricerca, alcuni sopravvissuti hanno quindi raccontato la propria esperienza vissuta durante un arresto cardiaco, descrivendo ciò che hanno vissuto mentre erano apparentemente incoscienti.

Le esperienze di chi è morto per qualche minuto, i risultati di uno studio molto interessante

Molte persone che hanno vissuto una situazione incredibile, quale quella della pre-morte hanno voluto raccontare le proprie sensazioni. Uno studio che è stato effettuato recentemente dai ricercatori della New York University Grossmann School of Medicine, ha illustrato i risultati che sono stati davvero sorprendenti. Lo studio è stato effettuato in collaborazione con 25 ospedali per lo più britannici e statunitensi. Sono state esaminate le testimonianze di 126 sopravvissuti ad arresto cardiaco con ricordi auto-riferiti.

Esperienza pre-morte racconti (spraynews.it)

Molti pazienti hanno raccontato la propria esperienza avvenuta mentre si trovavano in uno stato di incoscienza apparente. I ricercatori hanno preso in esame quindi alcuni gruppi di pazienti, anche un sottogruppo che ha ricevuto il monitoraggio del cervello. Alcuni pazienti hanno riferito di aver vissuto delle esperienze pre-morte con maggiore consapevolezza avendo quindi una percezione della separazione dal corpo. Molti hanno rifinito anche l’osservazione di eventi senza dolore o angoscia ed una valutazione molto significativa delle proporzioni e relazioni. I ricercatori hanno quindi sostenuto che il cervello morente va a rimuovere i sistemi inibitori naturali.

Tanti hanno riferito di aver rivissuto un po’ quella che è stata la propria vita, a cominciare dai ricordi immagazzinati dalla prima infanzia fino al momento della morte.“ Queste esperienze forniscono uno sguardo su una dimensione reale, ancora poco compresa, della coscienza umana che viene scoperta con la morte. I risultati potrebbero anche guidare la progettazione di nuovi modi per riavviare il cuore o prevenire lesioni cerebrali e avere implicazioni per i trapianti.” Queste le parole del dottor Sam Parnia, MD, PhD, professore associato presso il Dipartimento di Medicina della NYU Langone Health.

Giusy Pirosa

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