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Se il padre è indebitato il figlio può rinunciare all’eredità? La soluzione poco conosciuta

Se il padre defunto è indebitato, il figlio può rinunciare all’eredità. Spunta la soluzione che in pochi conoscono: tutti i dettagli.

Quando un padre passa a miglior vita ed è indebitato, al figlio sorge spontanea la domanda riguardante la rinuncia dell’eredità. Fortunatamente esiste una soluzione che è ancora poco conosciuta, ma che vi permette di non pagare delle somme indebite non per colpa vostra: cosa bisogna sapere.

La preoccupazione di dover affrontare i debiti di un genitore è una questione che spesso si fa strada nei pensieri di molti. Ma per prima cosa bisogna comprendere che questa preoccupazione si manifesta solo dopo la morte del debitore, quando i creditori potrebbero cercare di rivalersi sugli eredi. Prima di tale momento, nessun altro, nemmeno un convivente, può essere tenuto responsabile dei debiti del genitore. È essenziale sottolineare che il figlio non risponde mai automaticamente dei debiti del genitore. La responsabilità può sorgere solo nel caso in cui il figlio abbia firmato un contratto di fideiussione, impegnandosi a pagare nel caso in cui il genitore non sia in grado di farlo.

Se il padre è indebitato, c’è una soluzione poco conosciuta per l’eredità: cosa bisogna fare

Nemmeno con la morte del genitore, il figlio è automaticamente responsabile dei suoi debiti. La semplice relazione di parentela non comporta la trasmissione delle passività. Questo principio si applica anche se il genitore e il figlio convivessero nella stessa abitazione. Ad esempio se il figlio riceve una richiesta di pagamento dopo la morte del padre, non è tenuto a pagare nulla, anche se accetta la richiesta. Questa regola si applica a qualsiasi tipo di creditore, che si tratti di una finanziaria, di una banca o del fisco. La responsabilità dei figli nei confronti dei debiti del genitore sorge solo se decidono di accettare l’eredità entro 10 anni dalla morte del genitore.

Cosa sapere se il figlio rinuncia all’eredità del padre indebitato (spraynews.it)

La rinuncia all’eredità è l’unico mezzo per evitare la trasmissione del debito con la successione. Allo stesso tempo la legge stabilisce chiaramente che la rinuncia può avvenire solo dopo l’apertura della successione, ovvero con la morte del soggetto in questione. La rinuncia può essere formalizzata dinanzi a un notaio di fiducia o presso il cancelliere del tribunale del luogo di ultima residenza del defunto. Bisogna notare che chi rinuncia all’eredità deve versare un’impresa di registro pari a 200 euro. L’impossibilità di rinunciare in anticipo all’eredità è il risultato del divieto dei “patti successori”, che impedisce la disposizione di un patrimonio che ancora non si possiede, sia in senso positivo che in senso negativo.

Il subentro nei debiti del genitore può derivare anche da un atto di accettazione tacita dell’eredità, che si verifica quando il figlio compie un atto che indica chiaramente la volontà di disporre del patrimonio del defunto. Alcuni esempi di atti che possono costituire accettazione tacita includono la vendita di beni del defunto, il prelievo dal conto corrente del defunto, il pagamento dei debiti del defunto con i suoi soldi, e altri atti che denotano una volontà di assumere la responsabilità del patrimonio.

Clausola sconosciuta per chi vuole rinunciare all’eredità del padre indebitato (spraynews.it)

Per evitare di rispondere dei debiti del genitore, il figlio convivente con il genitore defunto deve fare attenzione. Infatti dovrà obbligatoriamente compilare l’inventario dei beni della successione entro 3 mesi dalla morte e, nei successivi 40 giorni, effettuare la dichiarazione di rinuncia. La mancata adesione a questi termini può comportare l’assunzione automatica dello status di erede, con la conseguente responsabilità dei debiti del genitore. Facendo tutto ciò quindi sarà possibile evitare il pagamento dei debiti di un genitore defunto.

Loris Porciello

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