Foto | National Portrait Gallery London | Warner Bros - Spraynews.it
Il cinema è un ottimo mezzo per spiegare il femminismo, come anche la letteratura dell’800 e ‘900 che si dipingeva di rosa proprio come Barbieland
Barbie di Greta Gerwig è un film pieno di significati e un inno alla parità di genere. Dopo averlo visto viene quasi da dire: “Si vede che è diretto da una donna“, ma in realtà ciò che fa la Gerwig è fortemente necessario ed era quello di cui avevamo bisogno proprio in questo momento. “Barbie Stereotipo“, la bambola perfetta che non può permettersi di avere un capello fuori posto o pensieri tristi durante tutta la sua esistenza, viene “sconfitta” grazie all’aiuto degli “umani” che vivono nel mondo reale: l’universo parallelo tanto temuto ed evitato dalle bambole di Barbieland. È bionda, alta, bellissima ed è sempre sorridente e carina con tutti ed è interpretata dalla bravissima Margot Robbie. L’universo dei Ken vive solo per lei, i maschi palestrati non hanno ambizioni e passioni, tranne quando scoprono il patriarcato e desiderano a tutti i costi prendersi tutto il potere, comandare e avere una donna a fianco che possa sempre servirli ed essere bella per loro. Nel frattempo Barbie scopre che oltre alla magia di quel mondo astratto esistono anche il dolore, le emozioni e che la vita ha anche degli imprevisti che bisogna affrontare. Così, la bambola più amata, che pensa di essere inclusiva e di aiutare ogni bambina e donna nel mondo, scopre che non è così e comprende di dover fare di più. Con Barbie di Greta Gerwig il grande schermo mette in risalto la forza delle donne e talvolta la debolezza degli uomini, che credono di poter conquistare qualsiasi cosa solo perché “maschi”.
Il cinema è un ottimo mezzo per condividere messaggi come questo che invitano a riflettere, come anche la letteratura dell’800 e ‘900 che si dipingeva di rosa proprio come Barbieland. Facendo un passo indietro nella storia e leggendo i capolavori di alcune delle autrici di romanzi più celebri, si può capire meglio come sia cambiata nel corso degli anni la società. Virginia Woolf, Sibilla Aleramo, Simone De Beauvoir, Elsa Morante, Dacia Maraini hanno un comune denominatore: porre attenzione al personaggio-donna analizzandone l’evoluzione e la parte più vera e intima. Queste donne denunciavano una società maschilista, la disparità di genere e un mondo che non gli permetteva di essere ciò che avrebbero voluto. Ecco le scrittrici italiane e straniere che devi assolutamente conoscere e leggere per capire e celebrare l’emancipazione femminile.
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