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Lavoro, qual è quello ideale per gli italiani: i risultati sorprendenti di uno studio

Lavoro, qual è quello che fa più gola agli italiani? Ecco le caratteristiche che vengono maggiormente ricercate dalle generazioni d’oggi.

Coloro che si trovano nella condizione di star cercando lavoro, in linea di massima, seguono due principi. Da un lato, la possibilità di guadagnare molti soldi senza troppi sforzi. Dall’altro – ed è questa la strada che i più dichiarano di perseguire – la realizzazione professionale, che si ottiene solo nel momento in cui si svolge davvero il lavoro dei sogni.

È innegabile, però, che il Covid abbia di fatto segnato uno spartiacque tra il prima e il dopo. La concezione del lavoro, in seguito al lockdown e a ciò che ne è conseguito, è radicalmente mutata. Implementazione dello smart working, perdita del contatto con i colleghi e con la sede fisica presso cui ci si recava, ma soprattutto una totale, radicale trasformazione del concetto stesso di professione.

In che senso? Semplicemente, in tantissimi si sono resi conto che il lavoro è una fetta importante, ma non esaustiva della vera essenza della persona. Riscoprendo passioni, hobby ed attività sepolte per lungo tempo in quarantena, gli italiani – e così parecchi altri cittadini del mondo – hanno cominciato a rivalutare da cima a fondo la questione “lavoro”. Divenendo, di fatto, molto più esigenti ed intransigenti sotto questo punto di vista.

Italiani e lavoro ideale: ecco le caratteristiche che dovrebbe possedere

Qual è il lavoro ideale per gli italiani? – Spraynews.it

Dedicare nove, dieci ore di una giornata tipo al lavoro, non conoscere sabati o domeniche, avere un chiodo fisso persino quando si abbandona la sede fisica in cui si lavora. Un retaggio antico, quello secondo cui la persona veniva completamente definita dal lavoro. E di cui le nuove generazioni si stanno gradualmente liberando.

Le caratteristiche del lavoro ideale – per la “generazione z”, così come per parecchi italiani più attempati – sono state recentemente chiarite dall’indagine “Rapporto tra generazioni nel mondo del lavoro”, realizzata da Heineken Italia e guidata da AstraRicerche.

I campioni presi in esame, nella fattispecie, sono stati mille lavoratori: i cosiddetti “baby boomers”, nati tra il 1946 ed il 1964; la generazione “x”, nata tra 1965 e 1980; i “millenials” (1981-1996); infine la suddetta “generazione z” (1997-2012). Quali sono i principi, o meglio le condizioni, che gli esaminati hanno messo al primo posto?

Innanzitutto il tempo libero, considerato una componente fondamentale per il 51,5% degli indagati. Al secondo posto la possibilità di far carriera e di sviluppare sempre nuove competenze tramite l’offerta formativa (40,7%). Infine, al terzo posto, gli esaminati hanno collocato la flessibilità in tempi e luoghi di lavoro (40,5%).

Lavoro, come è cambiato dopo il Covid: ecco cosa chiedono gli italiani al giorno d’oggi

La lista dei desideri, quando si tratta di professione, sembrerebbe non esaurirsi mai. Dopo aver esaminato i primi tre gradini del podio, passiamo ora ad indagare quelle che sono le rimanenti caratteristiche che il lavoro ideale, secondo gli italiani, dovrebbe possedere.

Il 34,5% del campione esaminato afferma che un’azienda dove si lavora piacevolmente è quella che presta attenzione ai temi di pacchetti welfare. Il 27,5%, invece, valuta l’attenzione a questioni come la parità di genere, la diversità e l’inclusione.

Il 27 e l’11% degli indagati, infine, ha puntato i riflettori sulla tematica dello stipendio, asserendo rispettivamente di aspettarsi stipendi superiori alla media dei coetanei, e di voler guadagnare molto a fronte di un orario lavorativo consistente. Pochi dubbi, dunque, su quelle che sono le priorità di un lavoratore dei nostri giorni: flessibilità, cura del tempo libero, crescita professionale e umana.

Vanessa Zagaglia

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