Attualità

Mameli: come è morto e dove si può visitare la sua tomba

La Rai dedica una fiction a Goffredo Mameli, l’autore del testo dell’inno nazionale: morto giovanissimo, ecco dove si trova la sua tomba.

Una fiction in due puntate, l’11 e 12 febbraio 2024, dedicata a un personaggio del Risorgimento italiano indissolubilmente legato al nostro inno nazionale, ma del quale si sa davvero poco o nulla. Sono infatti dovuti passare 175 anni dalla sua morte, avvenuta nel luglio 1849, perché finalmente la Rai producesse uno sceneggiato tv sulla figura di Goffredo Mameli.

Si chiama Mameli – Il ragazzo che sognò l’Italia” la fiction diretta da Ago Panini e Luca Lucini, con Riccardo De Rinaldis Santorelli, nel ruolo del giovane eroe del Risorgimento. Va appunto in onda tra oggi e domani, e segue di qualche mese il film “Goffredo e l’Italia chiamò”, diretto da Angelo Antonucci, con Emanuele Macone, Stefania Sandrelli, Vincent Riotta e Maria Grazia Cucinotta.

Morto a causa del fuoco amico: dove si trova la tomba di Mameli, eroe nazionale

Goffredo Mameli al Gianicolo (Spraynews.it)

Quest’ultima pellicola si è rivelata un vero flop ai botteghini, sebbene chi è riuscito a vederla ne ha apprezzato il pregio, la volontà di ricordare un eroe nazionale e un cast sicuramente di gran qualità. Come però detto, cinema, musica e teatro poco o per nulla si sono interessati alla figura di Goffredo Mameli, una sorta di martire per l’unità nazionale, di cui non vedrà mai i frutti, essendo morto 13 anni prima che si compisse il progetto.

Ancora oggi, nella memoria collettiva, l’unico ricordo di Mameli è in una frase di un brano di Rino Gaetano, ossia “Sfiorivano le viole”, che testualmente recita “Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo tuttora in voga”. Quell’incontro avvenne nel 1847 e il brano conosciuto comunemente come “Fratelli d’Italia” divenne l’inno nazionale provvisorio a partire dal 1946 e riconosciuto ufficialmente solo nel 2017.

Fervente patriota repubblicano, amico di Giuseppe Mazzini, Mameli iniziò a partecipare attivamente alle lotte risorgimentali proprio dopo aver conosciuto lo stesso maestro e lo troviamo combattere da Milano a Roma, contro gli austriaci così come contro i francesi. Proprio nella futura capitale del Paese, la “prima rockstar della storia” – come qualcuno riconosce Mameli – venne ferita gravemente da fuoco amico.

Era il 3 giugno 1849 e per circa un mese Mameli dovette soffrire le conseguenze di quella ferita, che portarono prima all’amputazione della gamba e poi – il 6 luglio successivo, alla sua morte. L’eroe del Risorgimento venne prima sepolto a Santa Maria in Monticelli, poi nei sotterranei della chiesa delle Stimmate, ma dopo la breccia di Porta Pia il corpo fu portato al Verano. Da qui, trovò sistemazione definitiva al Mausoleo Ossario Garibaldino.

Gabriele Mastroleo

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