Medici e tecnologia: adesso arriva una scoperta che potrebbe cambiare la vita di molti, ecco di che si tratta

Una nuova scoperta in campo tecnologico potrebbe aiutare i medici a curare meglio i malati. Ecco quale strumento potrebbe essere utile alla medicina.

Ansia e depressione, lo sappiamo bene, sono alcuni dei mali del secolo. La pandemia che ci siamo lasciati alle spalle ha dato un forte impulso a una tendenza che non accenna a scemare. Stando ai dati sanitari, a inizio 2021 – nel cuore della crisi sanitaria – circa 4 persone adulte su 10 manifestavano sintomi collegati all’ansia o alla depressione, in particolare tra le donne, i giovani e i disoccupati.

Chi pensava che le cose sarebbero migliorate con l’attenuarsi dell’emergenza Covid ha dovuto ricredersi davanti all’impietosa realtà dei numeri. Il quadro nel 2023 potrebbe anche essere perfino peggiorato, dato che circa la metà dei giovani tra i 18 e i 24 anni ha dichiarato di avere sintomi associati all’ansia e alla depressione. Lo stesso ha affermato il 36% delle donne (e anche il 28% degli uomini).

Quali i soggetti più a rischio? Le persone con parenti che hanno alle spalle una storia di lotta contro la depressione, chi è passato attraverso eventi traumatici o stressanti. Ma anche chi beve o fa uso di sostanze stupefacenti e chi soffre di problemi di salute come cancro, ictus o dolore cronico.

Quando la tecnologia viene in soccorso della medicina

Stando a un recente studio, tutti questi pazienti potrebbero trovare un aiuto nell’intelligenza artificiale. L’IA come antidepressivo? In che senso? Secondo la ricerca pubblicato su Family Medicine and Community Health l’intelligenza artificiale potrebbe aiutare i medici a trattare la depressione. I ricercatori si sono accorti che ChatGpt è in grado di aiutare i pazienti che lottano con la depressione a comprendere un piano di trattamento.

IA e salute mentale
Secondo gli esperti ChatGPT potrebbe dare una grossa mano nel campo della salute mentale – spraynews.it

Gli studiosi hanno valutato anche la capacità con cui ChatGPT si è dimostrato in grado di riconoscere la depressione sulla base di otto vignette che mostravano persone di diverse estrazioni (classi sociali, sesso) coi sintomi di questa malattia. Successivamente gli autori della ricerca hanno confrontato le raccomandazioni formulate da ChatGPT per questi pazienti con quelle dei medici di base. È emerso che nel caso di depressione lieve due diverse versioni di ChatGPT consigliavano la psicoterapia rispettivamente nel 95% e nel 97,5% dei casi. Invece i medici di base l’avevano consigliata solo nel 4,3% dei casi.

Nel caso dei pazienti con depressione gravi le due versioni di ChatGPT hanno mostrato la loro “preferenza” nel raccomandare antidepressivi mentre i medici di base si sono rivelati più inclini a prescrivere un mix di antidepressivi e medicinali ipnotici o ansiolitici. La ricerca ha mostrato la potenziale utilità di ChatGPT in campo medico. Ma serviranno altre ricerche per valutare come e in che misura il chatbot possa realmente aiutare chi soffre di depressione.

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