A Barcellona non puoi mangiare al ristorante se sei solo

Il fenomeno della turistificazione sta incidendo parecchio sulla ristorazione di Barcellona, creando un dilemma per i clienti solitari

La vivace città di Barcellona, tanto amata dai turisti di tutto il mondo, sta affrontando una sfida inattesa: rendere difficile pranzare o prendere un aperitivo all’aperto per le persone sole. Questa tendenza si sta diffondendo in molte destinazioni turistiche, lasciando i residenti a soffrire a causa della cosiddetta “turistificazione”. La ristorazione catalana si è adeguata agli orari e alle esigenze dei viaggiatori, dando priorità a coppie e gruppi e spesso trascurando i clienti solitari.

Le terrazze all’aperto, che offrono la possibilità di gustare cibo e bevande sotto il cielo della città catalana, sono diventate preziose e molto richieste. Tuttavia, trovare un posto libero può essere una sfida, soprattutto nelle zone più frequentate dai turisti. Le testimonianze di coloro che hanno cercato di cenare o fare un aperitivo da soli raccontano storie di tavoli “riservati” che non lo sono, tempi di consumazione ridotti al minimo e, in alcuni casi, persino l’ammissione, da parte del personale, nel sostenere come persone sole non siano benvenute.

un tapas bar spagnolo
Immagine | pexels @mihaivlasceanu – spraynews.it

Cosa sta succedendo

I proprietari dei ristoranti, attraverso i camerieri, sembrano preferire clienti che arrivano in coppia o in gruppo, spingendo spesso da parte chi si presenta da solo. Le scuse variano, ma la tendenza è evidente. Tavoli vuoti che apparentemente sono “riservati”, limiti di tempo per il consumo, o addirittura il rifiuto di servire persone sole, sono diventate situazioni comuni.

Questo fenomeno non si limita a Barcellona, ma è riscontrabile in molte altre destinazioni turistiche, creando disagi e frustrazioni tra i residenti. Questa tendenza si è estesa agli orari dei pasti. Gli orari tradizionali di pranzo e cena spagnoli si scontrano con quelli dei visitatori, che spesso hanno orari più flessibili e scombussolati. Ciò ha portato a restrizioni sugli orari durante i quali i clienti solitari possono ordinare cibo e bevande nei ristoranti, causando disagi aggiuntivi.

Nonostante la lotta per trovare un posto nei ristoranti, le soluzioni non sono chiare. I proprietari di locali lamentano il caro affitto degli spazi commerciali e spesso preferiscono dare priorità a gruppi numerosi che ordinano anche cibo, e in maggior quantità, per massimizzare il profitto e occupare al massimo della capienza tavoli e locali. I residenti stanno sviluppando una sorta di “solomangiarefobia”, ovvero la paura di consumare pasti da soli in pubblico per timore di essere rifiutati.

un tavolo pieno di tapas spagnole, tra cui paella, salumi e formaggi
Immagine | unsplash @chuttersnap – spraynews.it

Altri divieti

Oltre a queste situazioni, ci sono altre stranezze riguardanti la ristorazione a Barcellona. Alcuni esempi includono:

  • Consentire il consumo di una sola bevanda analcolica per tavolo.
  • Limitazioni sul consumo di bevande analcoliche solo a pranzo o solo a cena.
  • Divieto di aperitivi veloci dopo mezzogiorno.
  • Divieto di aperitivi se è già ora di cena.
  • Divieto di ordinare caffè durante l’ora dell’aperitivo.

In sintesi, il dilemma dei clienti solitari nei ristoranti di Barcellona è un riflesso delle sfide causate dalla turistificazione. I residenti sono spesso quelli che ne risentono di più, mentre i ristoratori cercano di bilanciare la domanda dei turisti con le esigenze della clientela locale. La situazione sta creando un dibattito sulla gestione del turismo e dell’industria della ristorazione, sollevando interrogativi sul futuro delle esperienze culinarie nella città catalana.

 

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