Acqua del rubinetto, perché conviene berla: non comprerai più quella in bottiglia

Acqua del rubinetto, perché si può bere: la differenza con quella in bottiglia. Andiamo a scoprire nel dettaglio come stanno realmente le cose. 

L’acqua del rubinetto fa male alla salute, e quindi conviene bere quella delle bottiglie? E’ questa una delle tante domande che si pongono gli italiani, pensando che optando per quella del rubinetto non ci siano le condizioni di sicurezza necessarie per stare tranquilli. Una convinzione che ha spinto a consumare in modo massiccio l’acqua delle bottiglie, anche a fronte di spese importanti nell’economia di una famiglia.

Ma dove possiamo trovare la verità? Prima di provare a dare una risposta su questo delicato ed importante tema, partiamo con alcuni dati che mostrano con chiarezza alcune abitudini degli italiani, che preferiscono spendere anche delle cifre considerevoli pur di non bere acqua del rubinetto, con un dato che negli ultimi anni è in forte crescita. Anche con l’acquisto do brocche filtranti che conferma questa tendenza.

Infatti si pensa che con questo strumento si possa rendere più sicura l’acqua del rubinetto, andando a filtrare eventualmente le sostanze pericolose sfuggite ai vari acquedotti. Tutto questo non corrisponde completamente alla realtà, in quanto possiamo affermare che queste brocche sono in grado solo di eliminare quel sapore spesso sgradevole del cloro ma che non protegge eventualmente dalle microparticelle inquinanti.

Che si potrebbero trovare nelle nostre acque. Quindi da un lato c’è il consumo di acqua in bottiglie sempre crescente e dall’altra parte la voglia di parte degli italiani di consumare quella del rubinetto andando a “sanificarla” o con filtri o con brocche. Insomma, appare evidente che se solo si avesse la piena rassicurazione che quella del rubinetto fosse sicura al cento per cento, gli italiani la berrebbero senza paure.

La differenza tra acqua del rubinetto e acqua delle bottiglie

Acqua del rubinetto di casa
Bere acqua dal rubinetto (Spraynews.it)

E in questo caso non aiuta la notizia dell’allerta registrata nelle ultime ore di bere acqua del rubinetto in Lombardia e Trentino a causa del Norovirus che provocherebbe i dolori della gastroenterite. Ma, oltre a queste due regioni che hanno fatto registrare quest’allerta, proviamo adesso a capire nello specifico se conviene bere l’acqua del rubinetto o quella delle bottiglie.

Quello della sicurezza dell’acqua del rubinetto in Italia è un tema discusso ormai da anni. Con la popolazione che si divide tra i chi si fida del lavoro degli acquedotti e chi a prescindere preferisce non correre rischi andando a spendere anche delle cifre importanti pur di avere una certa sicurezza su quello che beve. Dove sta la verità, e quali sono le reali differenze tra le due acque?

Possiamo partire dall’esporre un elemento chiave: l’acqua del rubinetto, a differenza di quella delle bottiglie, viene purificata con il cloro, che per legge non deve mai superare alcuni parametri perché potrebbe essere nociva per la salute di chi la consuma. Da sfatare anche un altro falso mito: l’acqua del rubinetto non fa venire calcoli o altre patologie renali più di quanto possa accadere con un consumo di acqua della bottiglia.

Perché converrebbe bere acqua dal rubinetto e il ruolo degli acquedotti

E’ ovvio che spesso proprio la presenza di cloro nelle acque possa portare a pensare che questa sia inquinata, perché si può avvertire un sapore non proprio gradevole. Proprio per questo motivo si spiega la massiccia presenza di filtri ai rubinetti o addolcitori negli impianti nelle case degli italiani. Per non parlare poi di queste brocche che spiegherebbero come nel nostro paese continui ad esserci troppa diffidenza verso l’acqua del rubinetto.

Alche Altroconsumo si è sbilanciata fornendo un parere che tiene presente sia i parametri qualitativi che l’aspetto economico: alle famiglie converrebbe sempre consumare acqua del rubinetto, a patto che gli acquedotti facciano in pieno il loro lavoro. E con la speranza che non vi siano mai microparticelle che possano far presumere la presenza di inquinanti nell’acqua del rubinetto.

Per questo motivo fondamentale appare il monitoraggio degli acquedotti che potrebbe contribuire a tranquillizzare la popolazione invitandola a consumare senza remore l’acqua delle proprie abitazioni. Contribuendo anche a dare una sforbiciata ai costi sui beni primari che ancora oggi impattano in modo particolare sull’economie delle famiglie.

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