Digitale terrestre Rai, spunta una nuova data: quando arriva lo switch off

Dopo il nulla di fatto di inizio anno, spunta la nuova data per lo switch off del digitale terrestre Rai. Appuntamento lontano e alto scetticismo.

Ad Agosto era stato annunciato il passaggio del digitale terrestre alla nuova tecnologia DVB-T2 con data finale fissata al 10 gennaio 2024. Insomma per quella data i canali Rai non dovevano essere più visibili se non adottando le nuove misure tecnologiche. Lo scorso 10 gennaio però non è successo nulla, anzi si è rimasti alla solita modalità con la tv di Stato ancora ben visibile con i tradizionali decoder o dai tv di ultima generazione.

Un cambio di programma di cui in moltissimi non si sono neanche resi conto, ma che di fatto non è stato neanche comunicato dall’azienda. Fatto sta comunque che il passaggio alla tecnologia DVB-T2 è diventata una serie a puntate che sembra non voler arrivare all’atto finale.

Il nuovo plot twist, per restare in tema serie e usare la terminologia di settore, è arrivato pochi giorni fa: il CdA della Rai annuncia di aver approvato il nuovo contratto di servizio 2023-28. Si tratta del piano industriale dell’azienda nel breve periodo e che riguarda tutti i lavoratori della tv pubblica. La sorpresa? Neanche si nomina lo switch off che sarebbe già dovuto avvenire, né tanto meno si fa riferimento alla tecnologia DVB-T2.

La vera indiscrezione sta nelle voci di corridoio che darebbero come nuova data ufficiale del passaggio al 1° di settembre.

Switch off del digitale terrestre perché il rinvio a settembre?

switch off digitale terrestre quando avverrà
Nuova data per lo switch off del digitale terrestre (SprayNres.it)

Per chi non lo sapesse, e in parole molto esemplificata, la tecnologia DVB-T2 permette di liberare frequenze che le tv private e locali hanno già restituito in questi anni allo Stato che le sta rivendendo alle compagnie telefoniche che stanno effettuando il passaggio al 5G.

Per noi utenti cambia poco se non la necessità di acquistare decoder di ultima generazione, qualora la tv ne abbia bisogno, per ottenere una maggiore qualità audio-video. Di questo passaggio alla nuova, ma neanche tanto più, tecnologia si parla da almeno 3 anni ed è sempre stato rinviato, mentre sono 6 gli anni che vedono lo sviluppo e la diffusione della DVB-T2.

È passato insomma troppo tempo e a quanto pare altro ne passerà. Lo switch off riguarda milioni di persone e per questo richiede tempo di assestamento. Questa sarà un’estate di grande sport tra Europei in Germania e Olimpiadi a Parigi (giusto per citare i più importanti, ndr) per questo pare che la data del cambio, per i primi canali Rai, sia ricaduta al 1° di settembre.

In questo modo si eviterebbero danni, lasciando a tutti la possibilità di fruire in tranquillità della lunga programmazione sportiva.

Ma la DVB-T2 è ancora valida?

La più grande domanda resta questa. Proprio perché si tratta di una tecnologia rilasciata ormai 6 anni fa va da sé che nel frattempo nuove tecnologie, questa volta per davvero, siano state sviluppate. Il rischio, quindi, è che appena effettuato il passaggio ci si ritrovi di nuovo punto e capo. In questo modo l’Italia resta indietro tanto che l’AGCOM è intervenuta per tutelare le emittenti tradizionali dalla concorrenza delle piattaforme di streaming.

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