È vivo o morto? Ecco quali sono gli animali che fingono e perché lo fanno: non lo immagini

Volpi, opossum, ragni e persino una specie di pesce. Alcuni animali possono inscenare la loro morte per diversi motivi: ecco quali

Nella natura, la lotta per la sopravvivenza porta gli animali a sviluppare astute strategie per evitare il pericolo o portare a termine una missione di caccia. Tra queste, si ascrive anche un fenomeno molto particolare: fingersi morti. Sembra paradossale, ma la tanatosi, questo il suo nome scientifico, è una strategia che molti scienziati hanno riscontrato tanto negli animali vertebrati quanto negli invertebrati, i quali sono soliti simulare uno stato di morte davanti a qualcosa che percepiscono come minaccia.

Ovviamente, a seconda della necessità e della specie, gli animali adottano diverse modalità di tanatosi. Alcuni rimangono immobili per diversi minuti, cercando di passare inosservati. Altri, invece, vanno oltre e simulano in modo più evidente le fasi della morte. Possono sdraiarsi a pancia in su o su un lato, chiudere gli occhi e far pendere la lingua fuori dalla bocca. Altri ancora utilizzano meccanismi più complessi, come rilasciare liquidi maleodoranti simili a quelli provenienti da carcasse in decomposizione o secerne sangue dalla bocca. Questi comportamenti servono a scoraggiare i predatori potenziali. Gli animali che si avvicinano, credendo che la preda sia contaminata o in decomposizione, spesso si allontanano, dubitando della bontà della carne e temendo che sia infetta e non commestibile.

Perché gli animali si fingono morti 

Le insidie del mondo della natura, basata sulla legge del più forte, spingono dunque gli animali a sviluppare pratiche inconsuete per adattarsi, sfuggendo ai predatori e alle situazioni di pericolo. In tal senso, l’immobilità tonica, o tanatosi, si rivela una vera e propria tattica vincente per molte specie, a seconda della necessità. Ma cosa può spingere un animale a fingersi morto?

Per quanto riguarda la maggior parte di essi, si tratta sempre di una ragione di sopravvivenza, per riuscire a scacciare in modo efficace la minaccia dei predatori, soprattutto per quanto riguarda i mammiferi come opossum, porcellini d’India e conigli. Tuttavia, la tanatosi è una strategia comune anche tra i rettili e in alcune specie di uccelli, così come anche tra molti invertebrati, come cavallette e rane. Per tutte queste specie, inscenare uno status di morte confonde il predatore, annientando ogni possibile minaccia di attacco.

Ragni e tanatosi
Ragni e tanatosi | PIXABY @Erik_Karits

Nonostante l’interesse suscitato da questo comportamento, gli scienziati non sono ancora riusciti a comprenderlo completamente. Infatti, trattandosi di una strategia difensiva attuata in uno specifico momento di pericolo,  è molto difficile osservare “dal vivo” a un fenomeno di  un fenomeno di tanosi. Tuttavia, le ricerche hanno dimostrato che il fondo comune a una simile tattiva permane come estrema linea difensiva da parte di molti degli animali che ne fanno ricorso. Anzi, è stato provato che diverse specie di insetti mostrano immobilità post-contatto, un fenomeno in cui simulano la morte anche dopo essere stati catturati da un predatore. Per esempio, le larve del formicaleone Euroleon nostras possono fingersi morte per un’intera ora, avvalendosi della loro ultima speranza per sfuggire a un predatore.

Inoltre, ci sono alcune specie che si servono della tattica di simulazione della propria morte in ambiti diversi rispetto a quello difensivo contro i canonici predatori. Primi tra tutti, i maschi del ragno Pisauridae, noti anche come ragni costruttori, fingono di essere morti per evitare di essere uccisi e mangiati dalle femmine. Similmente, anche le femmine di dragone alpino si servono della tanatosi per evitare i maschi aggressivi e preservare la propria incolumità.

Fingersi morto: ecco chi lo fa

Rana rossa

La Temporaria Linnaeus, comunemente conosciuta come rana rossa, è una specie di rana molto diffusa in Europa, soprattutto in Italia. Ciò che la rende particolarmente interessante è il comportamento delle femmine nei confronti degli esemplari maschi. Infatti, uno studio pubblicato su The Royal Society ha rivelato che femmine di Temporaria Linnaeus utilizzano tre strategie di base per evitare gli accoppiamenti indesiderati. Queste tattiche di autodifesa comprendono comportamenti singolari come il grugnire, il rotolarsi e persino il fingere la morte.

Rane che si fingono morte
Rane che si fingono morte | PIXABY @fotopirat

Ragni

La pratica di fingersi morte viene utilizzata anche da alcune specie di ragno. Infatti, in alcuni casi le femmine si servono di una sorta di catalessi sessuale, che le porta a sdraiarsi sulla pancia e a raggomitolare le zampe intorno al petto, proprio durante l’accoppiamento per tranquillizzare gli esemplari maschi, senza la paura che vengano uccisi appena dopo l’atto, come accade con le mantidi religiose.

Volpi, Martin Pescatore e Opossum: tanatosi per sopravvivere e non solo

Ma veniamo ora ai casi di animali che si servono della tanatosi come strategia di sopravvivenza per difendersi dagli attacchi mortali dei predatori e non solo, considerando che in alcuni casi il fingersi morto può servire anche come un’astuta tecnica di caccia.

Uno degli esempi più noti di questa pratica di attacco sono le volpi, una specie animale molto abile nella tecnica di fingersi morte per attirare la loro preda. Infatti, questi animali sono soliti giacere per diverso tempo immobili, con la lingua fuori, cercando di attrarre l’attenzione di altri animali. Questi, pensando che la volpe sia vulnerabile, si avvicinano, ma vengono invece sorpresi quando la volpe li assale.

Al contrario, altri mammiferi come mucche, capre, maiali e anatre selvatiche possono entrare in uno stato di trance temporanea per confondere i predatori. Infatti, questa “finta morte” riesce a può disorientare i predatori, dando alle prede l’opportunità di sfuggire all’attacco. Similmente, i pesci ciclidi hanno imparato a sviluppare chiazze sul corpo che dovrebbero riprodurre il colore di un animale in stato di decomposizione. Un altro esempio interessante di animale in grado di fingersi morto per scampare eventuali pericoli e predatori è l’opossum. Infatti, quando si rende conto di non avere via di fuga, l’opossum si sdraia a terra, stendendo le zampe verso l’alto, fingendo di essere entrato in uno stato comatoso. Si tratta di un atteggiamento in grado di confondere il predatore, dando all’opossum un’ultima possibilità di sopravvivenza all’attacco.

Questi sono solo alcuni esempi di come gli animali siano in grado di sviluppare comportamenti insoliti per proteggersi dai predatori, compreso quello di fingersi morto. Insomma, la tanatosi rappresenta l’ennesima prova di come gli animali, di qualunque specie, riescano a elaborare tecniche diversificate e “creative” per sopravvivere ai pericoli della natura.

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