Marco Raduano: chi è e cosa ha fatto Pallone, il criminale arrestato in Corsica

Arrestato in Corsica dopo essere evaso un anno fa da Nuoro il boss del Gargano, Marco Raduano, noto come “Pallone”.

Un anno fa, la sua evasione dal carcere di Nuoro era diventata virale, ripresa da centinaia di cellulari e rilanciata sui social network con tanto di colonna sonora: chi aveva postato il video della fuga aveva scelto “Pistole nella Fendi” del trapper catanese Niko Pandetta. Nelle scorse ore, grazie soprattutto al lavoro di Europol ed Enfast, la fuga di Marco Raduano, detto “Pallone”, si è conclusa in Francia, in particolare nell’isola di Corsica.

Si tratta di uno dei boss criminali più pericolosi della cosiddetta “Società Foggiana”, cartello di stampo mafioso nato tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, da una costola della Nuova Camorra Organizzata di Raffaele Cutolo, diventando poi nel giro di breve tempo particolarmente efferato. La pericolosità di questa associazione criminale è nota a tutti e le guerre tra gruppi hanno lasciato decine di morti sul campo.

Dagli omicidi all’evasione dal carcere: chi è Marco Raduano, il boss arrestato oggi

interpol marco raduano
La foto segnaletica di Marco Raduano fatta dall’Europol (Spraynews.it)

Al contempo, le vicende criminali afferenti alla cosiddetta Faida del Gargano e alla guerra tra clan della Società Foggiana sono sempre state prese poco in considerazione nella cultura di massa: una delle vicende più interessanti è raccontata nel film “Ti mangio il cuore”, con Elodie e per la regia di Pippo Mezzapesa. La pellicola, tratta dall’omonimo romanzo di Carlo Bonini e Giuliano Foschini, descrive bene il tessuto criminale della zona.

Tessuto criminale in cui Marco Raduano, il boss tornato in carcere nella giornata di oggi dopo un anno di latitanza, era cresciuto e si era “formato”. Soprannominato “Pallone” o anche “Woolrich”, è a capo dell’omonimo clan e ad appena 40 anni, il criminale nato a Vieste viene ritenuto responsabile in prima persona oppure mandante di una serie di delitti efferati, per il controllo del territorio ai piedi del Gargano.

Dal gennaio 2015 fino al momento dell’arresto di Marco Raduano, avvenuto nell’operazione “Neve di Marzo” ad agosto 2018, nella guerra tra il clan guidato dal boss di Vieste e quello Notarangelo-Perna, tante persone hanno perso la vita e – nel caso di Pasquale Notarangelo – sono rimaste vittima di lupara bianca. L’ultimo atto di questa guerra di mafia fu la morte del boss Girolamo Perna, nell’aprile 2019.

Le indagini che hanno portato al nuovo arresto del boss

Quasi quattro anni dopo, a febbraio 2023, Raduano si rende protagonista di un’evasione quasi romanzata, con tanto di lenzuola calate dalla finestra e appunto la colonna sonora del controverso trapper Niko Pandetta, peraltro detenuto in carcere da qualche tempo ma ancora molto amato anche da un pubblico di giovanissimi.

Quando la notizia dell’evasione del boss è diventata pubblica, addirittura a Vieste qualcuno ha sparato fuochi d’artificio. Marco Raduano, qualche mese fa, ha subito anche la sua prima condanna all’ergastolo: oggi il nuovo arresto. Poi l’Europol lo ha bollato come “pericoloso” e sono iniziate le ricerche in tutto il Vecchio Continente, fino all’arresto di oggi.

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