Patrick Zaki, al Sisi concede la grazia all’attivista egiziano

Il 32enne ieri era stato condannato a tre anni di carcere con l’accusa di aver diffuso notizie false sui social

 

A poche ore dalla condanna a tre anni di carcere, per Patrick Zaki è arrivata la grazia del presidente egiziano Abdel Fatah al Sisi. Lo riferiscono i media locali.

L’attivista per i diritti umani era stato arrestato nel 2020 in Egitto con l’accusa di aver diffuso notizie false sui social. La condanna del tribunale di Mansoura ieri è arrivata dopo un lungo processo scandito da undici udienze.

Il Presidente egiziano al-Sisi ha concesso la grazia a Patrick Zaki. Grazie alla politica estera del Governo abbiamo dato un contributo decisivo per liberare questo giovane studente. Risultati concreti attraverso il lavoro e una credibilità internazionale”, ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani.

Soddisfazione da parte di Amnesty International, da sempre in prima linea per ottenere la libertà del 32enne appena laureato all’università di Bologna. “Non abbiamo i dettagli di questo provvedimento di grazia, che però è ufficiale e vuol dire che dopo la giornata terribile di ieri è stata superata” , ha detto il portavoce Riccardo Noury dalla manifestazione organizzata a Roma per chiedere la liberazione di Zaki. “La cosa importante è che abbiano abolito il divieto di viaggio per Patrick. È importante che recuperi la sua piena libertà e possa tornare a Bologna. Riesco a immaginare la scena di lui che torna e riceve un abbraccio enorme da tutta la città e spero che accada presto”.

Cartonato di Patrick Zaki all'università di Bologna
Foto | ANSA – 15giorni.it

La lettera della fidanzata

Solo poche ore fa, la fidanzata Reny Iskander aveva diffuso attraverso il Corriere della Sera una lettera indirizzata al compagno: “Amore mio, buon anniversario, oggi compiamo il nostro quarto anno insieme. Anni che sono passati con i loro alti e bassi, non so come. Anni di amore, calore e dedizione infinita”, si legge tra le altre cose nella missiva.

“Io sono con te e tutto il mondo è dalla tua parte. I tuoi professori di master e di dottorato ti inviano tutto il sostegno e l’amore possibili; i colleghi, i compagni di corso, gli amici e le persone care di tutto il mondo, soprattutto in Piazza Maggiore, sono al tuo fianco. Sii sereno e stammi bene, non sei solo“, concludeva la ragazza.

La condanna per diffusione di notizie false

Dopo la condanna a tre anni di carcere, i legali di Zaki avevano annunciato ricorso, malgrado si trattasse di una sentenza inappellabile secondo le leggi egiziane in materia di terrorismo. Considerati i 22 mesi già trascorsi in custodia cautelare, il giovane avrebbe dovuto scontare ancora 14 mesi in prigione. La sentenza però attendeva la firma del presidente egiziano Al-Sisi, che alla fine ha deciso di graziare l’attivista.

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