I 10 strumenti musicali di cui (forse) ignoravi l’esistenza

Dal Theremin al Charango, passando per lo Stroh e il Mellotron, 10 strumenti musicali davvero particolari – Parte 1 

Gli strumenti musicali strani affascinano da sempre compositori e artisti. Pezzi antichi o ultramoderni, rari perché utilizzati da comunità in paesi lontanissimi dal nostro, oppure poco conosciuti perché impossibili da suonare: il mondo è pieno di particolari strumenti musicali che, solo a vederli, destano stupore e curiosità.

Tra questi strumenti insoliti vi sono alcuni che possono sorprendere anche i più esperti. Alcuni di essi sono stati creati usando materiali inusuali, come ossa umane, mentre altri sono semplicemente enormi o presentano un design unico che li rende difficili da suonare.

Strumenti che rappresentano una testimonianza della creatività umana e della diversità culturale. Ci invitano ad esplorare nuovi orizzonti musicali, a scoprire suoni e melodie che potrebbero sorprenderci e appassionarci. Siete curiosi di conoscere alcuni degli strumenti musicali più strani? Potreste rimanere affascinati dalla meraviglia di creazioni musicali uniche.

SAZ

Il saz, detto anche chitarra saracena, è uno strumento a corde della famiglia dei liuti a manico lungo.
Ha una cassa armonica piriforme e tastatura mobile, ed è costruito in genere in legno di mogano, gelso o di ginepro. Utilizzato nel türkü, il popolare genere musicale turco, comprende quattro tipi di dimensioni, dal più piccolo al più grande , chiamati Cura, Bağlama, Tambura, Divan Saz.

Saz
Foto – spraynews.it

STROH

Lo stroh è una specie di violino amplificato che prende il nome dall’ingegnere Johannes M. A. Stroh che lo inventò nel 1899. Lo strumento è privo di cassa di risonanza, e quindi il suono viene aumentato da un grosso corno a campana che, sfruttando le stesse caratteristiche costruttive di un grammofono a tromba, lo proietta direttamente verso il pubblico, mentre un altro piccolo corno è rivolto verso l’esecutore che così può ascoltarsi mentre suona.

GLASSARMONICA

L’armonica a bicchieri (o glassarmonica) è stata inventata nel 1761 da Benjamin Franklin. È costituita da una serie di calotte di vetro poste orizzontalmente in ordine di grandezza e inserite l’una nell’altra perché siano vicine ma senza toccarsi tra loro. Un’asta girevole le attraversa, e mediante un pedale (o un motorino elettrico) detta asta viene fatta girare a velocità costante e l’esecutore, poggiando le dita inumidite sulle varie calotte, produce per sfregamento un suono vellutato e cristallino allo stesso tempo. La regina Maria Antonietta d’Asburgo, moglie di re Luigi XVI di Francia, si dilettava a suonare questo strano strumento. Mozart, Beethoven e perfino i Pink Floyd l’hanno utilizzato in alcune loro composizioni.

SHENG

Lo sheng è un antico strumento a fiato ad ancia libera cinese e appartiene alla famiglia degli organi a bocca.

Gli organi a bocca sheng erano suonati in passato nelle orchestre delle musiche di corte; oggi sono invece presenti in repertori folk e spesso utilizzati nei cortei funebri. Lo strumento costituito da una cassa armonica (originariamente una zucca tagliata a metà) su cui sono innestati vari tubi di bambù (di solito 13), con un’ancia libera all’estremità inferiore che vibra per mezzo dell’aria insufflata attraverso un’imboccatura. Nel punto in cui ogni tubo si innesta, si apre un piccolo foro che consente il suono soltanto quando viene otturato dal dito del suonatore.

THEREMIN

Il theremin è uno strumento musicale elettronico, il primo mai realizzato che non preveda il contatto fisico dell’esecutore con lo strumento. Fu inventato nel 1919 dal fisico sovietico Lev Sergeevič Termen.

Lo strumento è costituito essenzialmente da due antenne poste sopra e a lato di un contenitore nel quale è alloggiata la parte elettronica. Il controllo avviene allontanando e avvicinando le mani alle antenne: tramite quella superiore si controlla l’altezza del suono, con quella laterale se ne regola l’intensità. Il timbro è particolare e lo strumento è davvero difficile da padroneggiare.

CHARANGO

Il charango è uno strumento musicale a 10 corde, diffuso nelle zone andine di Bolivia, Perù, Cile, Ecuador e Argentina La sua caratteristica più curiosa è che per la costruzione della cassa armonica venivano spesso impiegati anche elementi tratti da animali. Quello maggiormente ricorrente, fino a quando non ne è stato vietato l’utilizzo per il rischio estinzione à la corazza del quirquincho, l’armadillo peloso andino.

Si tratta di uno strumento straordinario, dalle grandi possibilità espressive, di cui esistono grandi virtuosi.

Charango
Foto – spraynews.it

MELLOTRON

Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio del decennio successivo nasce l’antenato del moderno campionatore: il mellotron. Ora la tecnologia consente il campionamento digitale di un suono, ma allora occorreva ricorrere ad una registrazione analogica su nastro. Ad ogni tasto del mellotron corrispondeva quindi un nastro della durata massima di otto secondi che riproduceva il suono all’altezza giusta. Per ciascun suono c’era quindi una intera batteria di nastri… Si può ascoltare Il mellotron nei primi secondi della canzone Strawberry Fields Forever dei Beatles, dove lo strumento è suonato da Paul McCartney.

Mellotron
Foto – spraynews.it

DIDGERIDOO

Il didgeridoo è uno strumento a fiato costituito da un tubo cavo di lunghezza variabile (solitamente dai 140 ai 200 cm) e con entrambe le estremità aperte. Realizzato originariamente a partire da un tronco di eucalipto scavato dalle termiti, ora lo si trova di materiali diversi. La vibrazione e quindi il suono nasce dalla vibrazione delle labbra dell’esecutore, così come accade ad esempio per gli ottoni.

L’origine dello strumento – di provenienza aborigena australiana – è incerta, ma si fa risalire a circa 2000 fa. Viene suonato con la tecnica della respirazione circolare, e produce un suono ipnotico.

Didgeridoo
Foto – web – spraynews.it

LAUNEDDAS

Le launeddas sono uno strumento musicale a fiato tipico della cultura sarda, le cui origini risalgono alla preistoria, costituito da tre canne di diverse misure e spessore. È uno strumento dalla polifonia splendida, e la sua particolarità consiste nel fatto che le canne citate vengono tenute nella bocca dell’esecutore la cui cavità orale funge da sacca come l’otre per una zampogna. L’utilizzo della difficilissima tecnica della respirazione circolare permette un suono continuo e dall’incredibile fascino.

Launeddas
Immagine – youtube – spraynews.it

CHAJCHAS

I chajchas sono un piccolo strumento a percussione della famiglia dei sonagli, originario delle Ande centrali . Lo strumento è utilizzato nei rituali e nelle cerimonie tradizionali, e la sua particolarità sta nell’essere ricavato da zoccoli di capra o pecora essiccati (che possono anche provenire da lama o alpaca ) infilati su un pezzo di tessuto colorato, spesso elastico, che consente di indossare lo strumento come un braccialetto attorno al polso o alla caviglia. Solitamente vengono suonati in coppia.

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