I live action più deludenti tratti da anime e manga

Non sempre i film riescono a rendere giustizia ai manga e agli anime originali: da Death Note a Dragonball, ecco i titoli meno riusciti

Il libro è sempre meglio del film. Una delle leggi non scritte del cinema e della letteratura, quasi sempre valida. Si tratta però di una regola che ben si adatta a molte altre trasposizioni cinematografiche di storie pensate, in origine, su carta. O su disegni. Infatti, anche cercare di ricreare in live action l’universo complesso di manga e anime giapponesi può essere una grande sfida.

Purtroppo, nel corso degli anni, gli appassionati di manga e anime si sono ormai abituati a rimanere delusi. Si pensi all’hype che aveva generato la notizia dell’adattamento Netflix di Death Note, destinato a sfociare in un clamoroso flop. Fortunatamente, esperimenti deludenti di questo tipo non hanno fermato la popolare piattaforma di streaming, che ha tentato ancora di dare visibilità alle famose saghe a fumetti nipponiche trasportando in live action One Piece. E questa volta, ha fatto jackpot! Sebbene scettici all’inizio, i fan dell’anime originale hanno apprezzato – e amato – le otto puntate della prima stagione della serie, che ha debuttato solo ieri nel catalogo Netflix.

Ma, come si diceva, i successi sono difficili da raggiungere, come dimostrano i prossimi titoli: tutti esempi di deludenti live action di saghe manga e anime di grandissimo successo.

I peggiori live action disponibili su Netflix ispirati a manga e anime

Non è facile riuscire a catturare l’azione esagerata, i temi surrealisti e la vivacità visiva di un universo narrativo già di successo. Il tutto, poi, diventa un compito titanico quando si tratta di tradurre la narrativa manga e anime in un formato live-action. Non a caso, la maggior parte dei film di questo genere ha ottenuto recensioni contrastanti, perdendo popolarità per non essere riuscita a riconquistare l’unicità dell’anime originale.

Nonostante il gradimento del pubblico ottenuto grazie all’adattamento live action di One Piece, creata da Matt Owens e Steven Maeda, Netflix non sempre è riuscita a rispecchiare le aspettative dei fan di manga e anime. Ecco quali sono, tra adattamenti originali e non, i titoli più deludenti del genere presenti nel catalogo della famosa piattaforma di streaming.

COWBOY BEBOP

Cowboy Bebop è una popolare serie televisiva anime, andata in onda alla fine degli anni Novanta, prodotta dalla Sunrise e diretta da Shin’ichiro Watanabe. Di genere fantascientifico, la storia è ambientata nel futuro, precisamente nell’anno 2071, e si concentra sulle avventure di una ciurma di cacciatori di taglie nello spazio. La popolarità dell’anime originale ha dato vita anche a una serie di manga, due videogiochi e un film d’animazione. Poi, nel 2021 Netflix ha deciso di trarne una serie live action, con protagonisti John Cho, Daniella Pineda e Mustafa Shakir. Tuttavia, i fan dell’anime Cowboy Bebop sono rimasti molto delusi dall’adattamento, i cui episodi – fin troppo “americanizzati” – non sono riusciti a tenere fede alle avventure intergalattiche della ciurma.

Live action manga deludenti: Cowboy Bebop
Cowboy Bebop | FACEBOOK @netflix

DEATH NOTE

Si tratta forse del manga più famoso degli anni 2000. Scritto da Tsugumi Oba e disegnato da Takeshi Obata, Death Note racconta la storia di Light Yagami, un brillante studente liceale che viene in possesso di un quaderno dai poteri soprannaturali, lasciato cadere sulla terra dal dio della morte Ryuk. Infatti, l’oggetto oscuro dona a chi lo utilizza il potere di uccidere chiunque semplicemente scrivendo il nome della vittima sul foglio, inquadrandone mentalmente il volto. Il successo del manga, nemmeno a dirlo, si è riverberato in numerose opere derivate, tra cui una serie anime, cinque lungometraggi, un dorama e addirittura un musical. Dunque, non stupisce che nel 2019 Netflix ne abbia tratto una serie live action, con protagonisti Nat Wolff e William Dafoe. Tuttavia, nonostante le grandi aspettative – tali da avere già fatto pensare a un ipotetico sequel, il pubblico ha accolto con molta amarezza la serie, bocciandola senza troppe remore a causa degli eccessivi ritocchi alla trama.

GHOST IN THE SHELL

Ecco un altro importante manga che ha dato origine a un fruttuoso franchise mediatico. Ghost in the shell fa il suo debutto nel 1989 come serie a fumetti di genere seinen – ovvero young adult – scritta e illustrata da Masamune Shirow. Ambientato nel ventunesimo secolo all’interno di una società distopica, il fumetto racconta la storia del maggiore Motoko Kusanagi, leader di un’organizzazione governativa di pubblica sicurezza con il compito di combattere il cyberterrorismo. Dopo il successo iniziale, Shirow ha sviluppato due sequel, sebbene poi il manga si sia diramato ulteriormente in un vasto franchise che comprende manga, film d’animazione, videogiochi e romanzi. Poi, nel 2017, Hollywood ha avviato una produzione ad altissimo budget di Ghost in the shell, che tra i volti noti del cast, vantava come protagonista Scarlett Johansson, nei panni del supersoldato cyborg Major. Purtroppo, il grande investimento si è tradotto in un live action alquanto deludente per i fan della saga manga o anime, i quali hanno criticato la scelta del regista di dare centralità all’azione invece che alla storia originale.

FULLMETAL ALCHEMIST

Fullmetal Alchemist è un manga scritto e disegnato da Hiromu Arakawa, pubblicato in Giappone dal 2001 al 2010, per un totale di una saga a fumetti composta da 108 capitoli più uno speciale. Tradotta in diverse lingue, la storia segue il viaggio per la nazione di Astremis di Edward e Alphonse Elric, due giovani fratelli alchimisti alla ricerca di una leggendaria pietra filosofale con cui riuscire a ritornare nei loro corpi originari, persi durante una trasmutazione umana finita male. Durante il loro viaggio, i due cercheranno di sventare il diabolico piano ordito da sette Homunculi per distruggere il mondo. Come ogni buona saga a fumetti che si rispetti, anche Fullmetal Alchemist ha dato origine a un fedelissimo adattamento anime in 64 episodi, da cui poi sono derivati film animati, romanzi e videogiochi. Arriva, poi, nel 2017 l’adattamento cinematografico live action di Netflix. Nonostante il grande sforzo di tenere fede ai primi quattro volumi del manga originale, il film delude molto il pubblico, soprattutto per il fallito tentativo di comprimere la storia, finendo solo per svilire i personaggi.

L’ULTIMO DOMINATORE DELL’ARIA

Tra i live action deludenti ispirati all’universo degli anime presenti nel catalogo Netflix si inserisce anche L’ultimo dominatore dell’aria, film del 2010 diretto dal maestro dell’’horror hollywoodiano M. Night Shyamalan. Si tratta di un adattamento della serie animata Avatar – La leggenda di Aang, creata da Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko, resa popolare dal canale Nickelodeon. La storia è ambientata in un mondo immaginario orientale, in cui la popolazione è divisa in quattro continenti, ognuno corrispondente a un elemento – aria, acqua, terra e fuoco. Nello specifico, la trama si concentra sul dodicenne Aang, avatar in grado di controllare tutti e quattro gli elementi, a cui spetta il compito di porre fine alla centenaria guerra tra i popoli. Dopo un Emmy Award come miglior cartone animato, la serie è stata un successo in tutto il mondo, dando origine a un fruttuoso merchandising. Tuttavia, il live action del 2010 è stato subito bocciato dai fan, critici sia nei confronti delle modalità di adattamento, sia, più in generale, della qualità del film.

Altri film deludenti tratti da manga e anime

Purtroppo, la lista dei live action che hanno deluso le aspettative del pubblico appassionato di manga e anime non si esaurisce qui. Infatti, sono diversi i film che non sono riusciti a entusiasmare il pubblico, sebbene potessero contare su un universo narrativo già sdoganato e apprezzato. Ma, forse, proprio questa alta aspettativa ha contribuito ad alimentare la delusione finale.

DRAGONBALL EVOLUTION

L’universo narrativo da cui trae spunto Dragonball Evolution non avrebbe bisogno di presentazioni. Si tratta infatti del film live action “molto liberamente ispirato” al celebre manga e anime Dragon Ball, scritto e disegnato da Akira Toriyama nel 1984, destinata a diventare la serie nipponica più famosa di sempre. La storia ha come protagonista Son Goku, di cui vengono narrate le imprese dall’infanzia all’età adulta, alle prese con duri allenamenti di arti marziali, mentre esplora il mondo alla ricerca di sette sfere magiche in grado di evocare un drago, capace di esudire un desiderio. Il manga ha generato due serie anime, ventuno film animati e tre speciali televisivi, oltre che un sequel, Dragon Ball GT, e un midquel, Dragon Ball Super. Tuttavia, Dragonball Evolution ha del tutto stravolto la mitologia del manga originale, deviando addirittura lo spessore morale di uno dei personaggi cult, ovvero l’alieno Junior. Molto criticata, oltre la sceneggiatura, anche la scelta di un attore non asiatico, Justin Chatwin, per il ruolo di Goku.

Locandina Dragonball Evolution
Dragonball Evolution | @IMDB

IL RITORNO DI KENSHIRO

Il ritorno di Kenshiro – il cui titolo originale è Fist of the North Star – è l’adattamento cinematografico live action del manga, poi anime, Ken il Guerriero. La saga a fumetti nipponica scritta da Buronson e disegnata da Tetsuo Hara, è apparsa per la prima volta nel 1983, per poi generare 245 capitoli, pubblicati in 27 volumi. Ambientata in uno scenario post apocalittico dopo una guerra nucleare, la storia si concentra su un guerriero di nome Kenshiro, erede di un’arte marziale assassina, la Sacra Scuola di Hokuto, che gli conferisce l’abilità di uccidere i suoi avversari colpendo i loro punti vitali segreti, provocandone la morte per esplosione interna. Dopo il grande successo della serie anime in tutto il mondo negli anni Ottanta, anche Hollywood ha voluto prendere parte al franchise con un film home video del 1995, con Gary Daniels nei panni del protagonista Kenshiro. Tuttavia, i fan non hanno apprezzato che l’adattamento si concentrasse di più sulle vicende amorose dell’eroe che sulla sua abilità letale nelle arti marziali.

BLACK BUTLER

Il film live action del 2014, diretto da Kentaro Otani e Keiichi Sato, trae spunto da Black Butler, serie manga scritta e illustrata da Yana Toboso. La storia ruota attorno a Ciel Phantomhive, conte dodicenne che, per conto della regina, ha il compito di risolvere i crimini commessi nel mondo sotterraneo della Londra vittoriana. Il giovane però ha stipulato un patto con il demone Sebastian Michaelis, che, sotto le vesti di un maggiordomo, deve aiutarlo a scovare e vendicarsi di coloro che hanno torturato e ucciso i suoi genitori. Dopo una serie anime e un film d’animazione diviso in due parti, Black Butler è stato quindi tradotto anche in una forma live action giapponese, considerato dalla critica un vero e proprio fallimento. In particolare, il pubblico non ha apprezzato il cambiamento di scenario – si passa dalla Londra del XX secolo agli anni 2000 – e di alcuni personaggi, prima di tutti il protagonista, che assume le sembianze di una ragazza, Ciel Genpo.

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