Dopo quanto tempo staccano la luce se non pago le bollette? Il limite da non superare

Dopo quanto tempo mi staccano la luce se non pago le bollette? C’è un limite da non superare se non si vogliono avere brutte sorprese. Andiamo a scoprire i dettagli. 

Il pagamento delle bollette è un momento complicato (ed estremamente pesante) per tante famiglie in Italia. L’aumento dei prezzi e il caro vita in generale stanno vessando in modo particolare gli italiani, sempre alle prese con fatiche enormi per arrivare a fine mese onorando tutti gli impegni. Sia che si tratti di mesi invernali (riscaldamenti) che quelli estivi (condizionatori) i costi per le utenze sembrano sempre più salate.

Non è una novità che si arrivi in alcuni momenti dell’anno a dover pagare a fatica le spese per le utenze di casa. Ma ci sono alcuni frangenti dove un consumatore non riesce proprio a sborsare certe cifre. Ci chiediamo a tal proposito se esiste un limite temporale prima che il gestore dell’energia elettrica possa arrivare a decidere di staccare la luce. Proviamo a dare una risposta a questa domanda.

Partendo dal dire che il pagamento di una bolletta scaduta può portare a conseguenze più serie con il trascorrere del tempo. In genere, se la bolletta rimane non pagata per un periodo compreso tra 2 e 7 giorni, di solito non ci sono conseguenze dirette, ma è consigliabile saldarla il prima possibile. Il discorso cambia invece se i giorni aumentano da 7 a 15 di ritardo, con l’ente gestore che di solito invia una raccomandata di sollecito al pagamento.

Questa comunicazione deve includere informazioni importanti come il metodo per confermare il pagamento della bolletta, la data entro cui il servizio sarà sospeso se il pagamento non viene effettuato, i costi relativi alla sospensione e riattivazione del servizio, e i casi in cui il cliente ha diritto a un indennizzo automatico se la sospensione non avviene correttamente.

Quando si arriva a staccare la corrente per bollette non pagate

Dopo quanto tempo staccano la luce
Distacco della luce (Spraynews.it)

Dopo aver ricevuto il sollecito di pagamento, è consigliabile saldare immediatamente la bolletta e informare prontamente l’ente gestore del pagamento effettuato per interrompere il procedimento. Se il pagamento non viene effettuato anche dopo il sollecito, l’ente procederà con le azioni successive.

Di solito, il primo avvertimento consiste nel ridurre la potenza fornita al 15% di quella normale dopo la scadenza del termine di pagamento della bolletta. Questo significa che la maggior parte degli elettrodomestici non funzionerà correttamente e sarà possibile utilizzare solo l’illuminazione.

Se il pagamento non viene ancora effettuato dopo 15 giorni dalla riduzione della potenza, l’ente gestore interromperà completamente la fornitura elettrica, lasciando l’utente senza corrente. Inoltre, il codice POD verrà bloccato per morosità, impedendo il passaggio a un altro fornitore fino al saldo delle bollette arretrate.

Per riattivare la fornitura, è necessario contattare il fornitore e dimostrare il pagamento della bolletta scaduta. È importante tenere presente che il pagamento della bolletta potrebbe non essere sufficiente; potrebbero essere richiesti anche costi di gestione per l’interruzione e la riattivazione del servizio, come previsto dal contratto.

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