Rapolla, lite tra zio e nipote finisce in tragedia: 40enne ucciso a colpi di fucile

Nella tarda mattinata di ieri, un uomo di 40 anni è stato assassinato a colpi d’arma da fuoco nelle campagne di Rapolla, in provincia di Potenza: fermato lo zio.

È finita nel sangue una lite scoppiata tra zio e nipote nelle campagne di Rapolla, centro della provincia di Potenza. Lo zio 67enne, secondo quanto ricostruito, al culmine della discussione, avrebbe imbracciato un fucile e sparato al nipote, un uomo di 40 anni, uccidendolo.

La tragedia è avvenuta nella tarda mattinata di ieri all’ingresso dell’abitazione del 67enne, dove sono intervenuti i sanitari del 118 ed i carabinieri. Purtroppo, per il 40enne non c’è stato nulla da fare: i soccorritori hanno potuto solo dichiararne la morte. I militari dell’Arma hanno fermato lo zio ed ora stanno indagando sul delitto per chiarire tutti i contorni.

Rapolla, spara con un fucile al nipote e lo uccide: fermato un uomo di 67 anni

Carabinieri
Carabinieri (Spraynews.it)

Omicidio nella tarda mattinata di ieri, sabato 17 febbraio, a Rapolla, in provincia di Potenza, dove un uomo è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco. La vittima è Michele Petrino, di 40 anni.

Da quanto ricostruito al momento, come riferisce la redazione de La Gazzetta del Mezzogiorno, il 40enne si era recato in casa dello zio, un 67enne suo vicino di casa. Qui, i due avrebbero litigato e, al culmine della discussione, lo zio avrebbe imbracciato un fucile da caccia, legalmente detenuto, ed esploso almeno due colpi contro il nipote ferendolo mortalmente.

Immediato l’arrivo sul posto, in contrada Cerro Cigliano, del personale medico del 118 e delle pattuglie dei carabinieri. Lo staff medico non ha potuto far altro che appurare la morte della vittima, a nulla sono serviti i tentativi di rianimazione.

In corso le indagini sul caso

Il 67enne, ritenuto responsabile del delitto, è stato fermato dai militari dell’Arma della Compagnia di Melfi che lo hanno poi accompagnato in caserma per l’interrogatorio. Ora sono in corso le indagini per stabilire la dinamica del delitto e risalire al movente. Dai primi riscontri pare che le ragioni del gesto possano essere legate a questioni riguardanti alcune proprietà di famiglia, dissidi che negli ultimi tempi pare si fossero intensificati.

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